ANCHE SORU TRA GLI EURODEPUTATI CHE NON DICHIARANO I LORO REDDITI

Transparency International EU ha presentato un esposto al Parlamento Europeo contro tre deputati che sembra violino alcune norme etiche. Si tratta di Nigel Farage, Renato Soru e Michele Aillot-Marie. Pare che i tre europarlamentari dichiarino redditi da attività esterne superiori a 10.000 euro al mese e non forniscano maggiori dettagli sulle attività e sui redditi esterni, violando in questo modo le norme etiche del Parlamento.

“Se non abbiamo idea di quanto i parlamentari guadagnino e da dove, come possiamo sapere se stanno votando nell’interesse dei loro elettori oppure dei propri?” ha chiesto Daniel Freund, Head of Advocacy EU Integrity per Transparency International UE.

“Il Parlamento europeo deve risolvere la situazione il più rapidamente possibile e sanzionare i deputati come da Codice di Condotta, qualora siano ritenuti colpevoli”, ha continuato Freund.

Le norme di etica del Parlamento sono state modificate nel mese di gennaio, dando ai membri sei mesi per aggiornare le loro dichiarazioni con ulteriori dettagli sulle attività esterne e sui redditi. Tuttavia, i tre eurodeputati non hanno rispettato la scadenza del 16 luglio per pubblicare i loro redditi con “indicazione dell’importo più vicino ai 10.000 euro”.

“Il sistema etico del Parlamento europeo ha urgente necessità di riforme. Abbiamo bisogno di controlli efficaci e sanzioni credibili per garantire che i deputati europei forniscano informazioni accurate e utili. Il monitoraggio dei potenziali conflitti di interesse è impossibile nell’ambito del sistema attuale. Infatti, anche quando i deputati violano il Codice di Condotta, non vengono sanzionati”, ha concluso Freund.

 

Le raccomandazioni di Transparency International EU

– I deputati devono fornire informazioni più dettagliate, accurate e tempestive sulle loro attività e i loro redditi. Questo consentirebbe un monitoraggio significativo dei potenziali conflitti di interesse;

– Un comitato etico indipendente dovrebbe monitorare e sanzionare i deputati europei, in caso di dichiarazioni false;

– Le fasce economiche sui moduli per le dichiarazioni dovrebbero essere ridotte (ad esempio, redditi tra 1.001 e € 5.000 euro al mese);

– Il Parlamento europeo dovrebbe emettere linee guida più chiare su come compilare le dichiarazioni e dovrebbe meglio controllare le dichiarazioni presentate;

– Tutte le dichiarazioni dovrebbero essere tradotte in almeno le tre lingue principali dell’UE per consentire ai cittadini di monitorare meglio i loro rappresentanti.

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