Concorsi truccati all’Università di Firenze: una segnalazione li porta a galla

I concorsi truccati all’Università di Firenze sono sulla bocca di tutti. E come potrebbe essere diversamente? 7 arresti22 professori interdetti dall’insegnamento e 150 perquisizioni in tutta Italia. Questi i numeri della maxi operazione che scoperchia l’ennesimo vaso ricolmo di corruzione.

Eppure, non possiamo dire che si tratti di un fulmine a ciel sereno. Non possiamo rimanere a bocca aperta e dire che proprio non ce l’aspettavamo. È di oggi l’intervista di Repubblica al Presidente di A.N.AC., Raffaele Cantone che si dice preoccupato per il “deficit etico” nei nostri atenei. Già un anno fa, infatti, aveva parlato proprio all’Università di Firenze di un quadro allarmante. L’Autorità Nazionale Anticorruzione era subissata di segnalazioni sui concorsi universitari. E la situazione non è cambiata: continuano ad arrivare segnalazioni e si tratta soprattutto di conflitti d’interesse.

Sempre un anno fa usciva anche lo studio della University of Chicago che analizzava la frequenza dei cognomi nelle varie discipline e istituzioni, evidenziando come fossero sempre gli stessi.

Una segnalazione porta a galla il marcio

I dibattiti su baronie, nepotismo e clientelismo all’interno delle nostre Università non è certo nuovo. Fa parte di quel “lo sanno tutti” che spesso ci culla nella passività di fronte al problema.

Il ricercatore Philip Laroma Jezzi, invece, ha deciso che passivo non avrebbe voluto essere. Registra il suo colloquio con Pasquale Russo, ex docente di diritto tributario, e non si lascia intimorire di fronte ai suoi avvertimenti: “Smetti di fare l’inglese. Fai l’italiano“. Come a dire che da noi si fa così, da noi tutti stanno in silenzio e subiscono il malaffare. Philip invece sceglie di dimostrare che anche con un mandolino in mano siamo capaci di essere onesti e consegna le sue registrazioni alla procura di Firenze che può così aprire l’inchiesta che oggi ci permette di conoscere un sistema corruttivo diffuso.

Cosa fanno le Università per contrastare la corruzione?

Come enti pubblici, la legge gli impone di dotarsi di un piano anticorruzione e di avere al loro interno i responsabili anticorruzione. Questi dovrebbero vigilare sulle incompatibilità, sui concorsi, sugli incarichi professionali esterni e sulle consulenze.

Usiamo il condizionale, perché bisognerebbe andare a vedere caso per caso e le notizie di questi giorni non ci fanno ben pensare.

Altri casi emersi in questi giorni:

Soldi per le risposte ai test di Medicina. Un’impiegata della biblioteca di ateneo, attraverso il marito (a sua volta ex dipendente dell’ateneo), avrebbe passato le informazioni riservate a due appartenenti alle forze dell’ordine, genitori di altrettanti aspiranti medici;

Indagato il Rettore del Suor Orsola di Napoli per aver favorito un figlio dell’ex Ministro Zecchino nell’assegnazione di un posto da ricercatore.

Share Button