INDAGATO L’AD DI BARCLAYS: VOLEVA IDENTIFICARE UN WHISTLEBLOWER

Le autorità finanziare inglesi hanno aperto un’indagine sul numero uno della Barclays, Jes Staley, accusato di aver tentato di identificare il whistleblower “reo” di aver segnalato un associato portato da Staley stesso all’interno dell’istituto bancario.

L’AD per due volte avrebbe tentato di utilizzare il team che si occupa della sicurezza interna di Barclay per rintracciare due lettere anonime inviate lo scorso giugno al Consiglio di Amministrazione e a un dirigente. Le lettere puntavano il dito contro Tim Main, già collega di Staley in JP Morgan, poi reclutato in Barclays per ricoprire un ruolo apicale. Ad esser messa sotto accusa era l’adeguatezza del processo di reclutamento seguito da Barclays.

L’informatore anonimo sembra abbia fatto semplicemente il suo dovere, segnalando quella che a suo avviso era un’irregolarità. L’indagine dell’autorità finanziaria mira ora a far luce sui motivi che hanno spinto Staley a violare il programma sulle denunce interne.

Per capire quanto sia importante l’istituto del whistleblowing nel Regno Unito, basta pensare a ciò che rischia l’AD: si parla di un minimo di 1,3 milioni di sterline (pari al bonus maturato nel 2016) per arrivare all’ipotesi di addio alla sua poltrona di Amministratore Delegato. Nel sistema britannico esistono infatti forti tutele per i whistleblower e il motivo è semplice: spesso, proprio queste figure hanno permesso con il loro “fischio d’allarme” di prevenire e fermare in anticipo le malefatte di manager disonesti.

In Italia invece, la legge che tutela chi segnala illeciti stenta a decollare. Il disegno di legge è ancora fermo al Senato da oltre un anno ormai: approvato alla Camera nel gennaio 2016, si è arenato in Commissione Affari Costituzionali del Senato, la stessa commissione che avrà il compito di riscrivere la legge elettorale e che sembra più impegnata in bracci di ferro politici, piuttosto che nell’analisi dei disegni di legge in attesa di approvazione. Per questo, vi ricordiamo una volta di più la petizione per chiedere la calendarizzazione di una legge per i whistleblower, promossa insieme agli amici di Riparte il Futuro. Per raggiungere il risultato abbiamo bisogno del supporto di tutti voi!

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