La legge sul Lobbying è incompleta

Il passaggio al Senato della legge per la regolamentazione della rappresentanza di interessi è l’ultima possibilità per migliorare il testo, correggere squilibri e garantire maggiore trasparenza.

PUBBLICAZIONE: 6 LUGLIO 2026
Società civile
Monitoraggio civico
Il 29 gennaio la legge sul Lobbying è stata approvata dalla Camera dei deputati con il voto di maggioranza e non all’unanimità. Il disegno finale non contiene le modifiche necessarie ad evitare le lacune che rendono la normativa debole: dall’esclusione di attori fondamentali (organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro) - proposta con gli emendamenti di novembre 2025 - alla mancanza dell’obbligo di una agenda pubblica degli incontri.

La legge sul lobbying approda al Senato

Il 9 luglio è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti alla legge che regolamenta i rapporti tra decisori pubblici e portatori di interessi. La fase parlamentare che prevede il passaggio al Senato è l’ultima possibilità per migliorare il testo, correggere squilibri e garantire maggiore equità, trasparenza e inclusività.

I contenuti della legge sono ancora incompleti e presentano diverse criticità che devono essere risolte prima della sua approvazione definitiva. Per questo motivo la coalizione Lobbying4Change ha contattato i membri della Commissione del Senato incaricati di esaminare il testo approvato dalla Camera, rilevando le carenze e suggerendo i miglioramenti ritenuti indispensabili. ​

La legge in esame deve essere modificata affinché sia rispettato il principio di universalità del dettato costituzionale: se solo alcuni portatori di interessi riescono ad avvicinare il decisore pubblico e a condizionare il processo decisionale, e altri restano esclusi da ogni modalità di interazione, appare evidente come la decisione possa risultare sbilanciata.

Non va dimenticato che sono portatori di interessi anche le organizzazioni della società civile, le associazioni ambientaliste, i comitati civici che difendono gli interessi collettivi, i beni comuni, i diritti dei cittadini.  

La trasparenza che manca

Il disegno di legge sul lobbying è principalmente formale e rischia di produrre effetti distorsivi, specialmente per il Terzo settore e le organizzazioni no-profit, a causa di una regolamentazione parziale e sbilanciata. ​

La principale criticità riguarda l’esclusione di associazioni datoriali e sindacali dall’obbligo di iscrizione al Registro trasparenza - si parla di circa il 35-40% delle attività di rappresentanza - che andrebbe a creare un sistema asimmetrico e ingiusto. ​

Un’altra importante lacuna è rappresentata dalla rendicontazione soltanto trimestrale degli incontri. Una tempistica che riduce la tempestività dell’informazione e la capacità di monitoraggio della cittadinanza, dei media e degli stakeholder.

Un altro aspetto che impatta sulla trasparenza delle attività di Lobbying è la mancanza delle agende degli incontri: non rendere pubblici i colloqui tra i decisori e i portatori di interesse aumenta il rischio di influenze indebite.

Le Agende, il Registro trasparenza e l’obbligo di adesione ad un Codice Etico, sono tutti elementi imprescindibili per garantire la trasparenza delle relazioni tra decisori pubblici e portatori di interesse.

▶️ Leggi le osservazioni della coalizione sul disegno di legge sul lobbying

Riconosciamo l’importanza delle relazioni tra i portatori di interessi e i decisori pubblici ma ribadiamo che le attività di lobbying devono essere svolte alla luce del sole, con regole ben definite, all’insegna della trasparenza e della corretta accountability.

Roberto Giambelli - Advocacy officer, Transparency International Italia

Coalizione Lobbying4Change

Dal 2021, con 52 organizzazione no-profit della coalizione Lobbying4Change, chiediamo che l'Italia si doti di una disciplina sul lobbying per rendere le decisioni pubbliche più trasparenti e inclusive. E continueremo a lavorare affinché la norma finale, che ora passerà in discussione al Senato, sia in grado di fare chiarezza sui rapporti tra decisori pubblici e portatori di interesse, senza esclusioni e con efficaci strumenti di verifica e sanzione eventuale per i non adempienti.

L'appello e la mobilitazione

In concomitanza con il lancio del video "LobbyQuark", The Good Lobby e la coalizione invitano la cittadinanza e i media a supportare la petizione pubblica che ha già superato le 40.000 firme per chiedere ai deputati e alle forze politiche il ripristino immediato della rendicontazione obbligatoria per ogni portatore di interessi economici.

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