Per una legge in tutela dei whistleblower #fuorilavoce

La legge per la tutela dei whistleblower è ferma da troppo tempo al Senato. Eppure basterebbe solo votarla, perché il testo c’è ed è buono. Finalmente anche l’Italia avrebbe così una legge importante, che permetterebbe di stanare la corruzione dal silenzio.

Facciamo un breve riepilogo sulla situazione

Il 21 gennaio 2016 il ddl Businarolo viene approvato alla Camera. Quindi passa al Senato, dove però si ferma. A questo punto, il 20 luglio dello stesso anno lanciamo la campagna #vocidigiustizia, ma tra bufere politiche e farraginosità del sistema le cose non cambiano.

Negli ultimi mesi le voci a sostegno della nostra campagna non sono mancate. Anche per Raffaele Cantone la legge in tutela dei whistleblower è una priorità. E lo stesso presidente del Senato, Pietro Grasso, ha riconosciuto l’importanza di un tale provvedimento.

Quindi cosa aspettiamo? Sembra che si tratti solo di una volontà politica e noi faremo il possibile per fare in modo che le voci di giustizia non siano messe a tacere.

A Roma per far sentire la nostra voce

Il prossimo 13 settembre ci troverete in Piazza della Rotonda a Roma con un evento spettacolare. Per tutta la mattinata, fino alle 14.00, cercheremo di raccontare cosa significa davvero essere un whistleblower oggi, senza una legge. E lo faremo attraverso una performace artistica di grande impatto. Installeremo una teca trasparente, dentro la quale vedrete un normalissimo ufficio. A popolarlo ci sarà un attore che non avrà contatti con l’esterno se non la sua voce, diffusa attraverso altoparlanti. Con la sua voce ci racconterà cosa significa oggi essere un whistleblower e lo farà impersonando storie vere, toccanti, di quelle che ti chiedi perché oggi non abbiamo ancora una legge di buon senso.

Per saperne di più

Perché abbiamo bisogno di una legge sul whistleblowing
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