PETIZIONE WHISTLEBLOWING – AL VIA LA CAMPAGNA #VOCIDIGIUSTIZIA

TUTELARE CHI DENUNCIA LA CORRUZIONE SUL POSTO DI LAVORO

Il senato calendarizzi la discussione sulla legge a favore dei whistleblower

Al via la campagna #vocidigiustizia di Riparte il futuro e Transparency International Italia

Roma, 20 luglio 2016 – “Chi denuncia corruzione e illegalità sul posto di lavoro deve essere tutelato. Chiediamo che la Commissione Affari Costituzionali del Senato calendarizzi e discuta al più presto il disegno di legge sulla protezione dei whistleblower approvato dalla Camera lo scorso gennaio” – dichiara Priscilla Robledo di Riparte il futuro lanciando la campagna #vocidigiustizia promossa da Riparte il futuro e Transparency International Italia.

Ci battiamo da molti anni per introdurre anche nel nostro Paese le tutele per i cosiddetti whistleblower, cioè coloro che si espongono personalmente nell’interesse collettivo segnalando casi di corruzione di cui sono testimoni. Eppure fino ad ora abbiamo ottenuto solo piccoli e timidi risultati, mentre la corruzione al contrario sembra essere sempre più diffusa”, aggiunge Davide Del Monte, direttore di Transparency International Italia.

Nel 2015 l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) ha ricevuto 200 segnalazioni da persone che hanno avuto il coraggio di segnalare illeciti di cui sono state testimone sul posto di lavoro (whistleblower). Riparte il Futuro e Transparency International Italia ricordano come attualmente quei cittadini che si espongono in prima persona non godano di alcuna protezione adeguata oltre che di nessun riconoscimento di merito. Per questo – come avvenuto con i testimoni di giustizia – i whistleblower potrebbero aiutare ad arginare la corruzione.

“Vogliamo una legge efficace che incentivi a segnalare il malaffare e che difenda chi subisce mobbing e ritorsioni per aver fatto il proprio dovere” rimarca Robledo.

Riparte il futuro e Transparency International chiedono alla Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato Anna Finocchiaro di mettere a calendario la discussione della proposta di legge sulla protezione dei whistleblower già approvata alla Camera il 21 gennaio scorso e si augurano che il provvedimento preveda tra l’altro:

-canali ben definiti di segnalazione: chi è testimone di un illecito deve sapere con estrema chiarezza a chi rivolgersi

-garanzie di riservatezza per chi ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto

-un fondo per la tutela dei segnalanti che sostenga chi ha subito ritorsioni o deve affrontare ingenti spese legali

-sanzioni verso i soggetti che attuano discriminazioni e ritorsioni, compresi i datori di lavoro sia pubblici che privati

-utilizzo della normativa sia per il settore pubblico sia privato

-la dimostrazione da parte del datore di lavoro che i provvedimenti disciplinari, il demansionamento o ogni altro provvedimento peggiorativo della posizione del segnalante sono stati attuati per ragioni diverse dalla denuncia di corruzione o ruberia

“Questa è un’autentica campagna di civiltà. Chiediamo a tutte le forze politiche di farsene carico perché promuovano  la calendarizzazione di questa proposta di legge che permetterebbe al nostro Paese – dopo il Decreto FOIA – di fare un ulteriore passo in avanti verso la cultura della legalità, trasparenza e il contrasto senza sosta nei confronti della corruzione sia nel settore pubblico che nel settore privato” – conclude Robledo.

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