Il 2025 conferma che il whistleblowing in Italia sta attraversando una fase di consolidamento. A quasi tre anni dall’entrata in vigore del d.lgs. 24/2023, organizzazioni pubbliche e private hanno compiuto importanti progressi nell’implementazione dei canali di segnalazione, nel rafforzamento delle procedure interne e nella diffusione di una maggiore consapevolezza degli obblighi normativi.
L’incremento del numero di richieste di assistenza e supporto pervenute è strettamente correlato al ruolo centrale svolto dagli enti del Terzo settore, accreditati presso il registro istituito dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
WhistleblowingIT è rivolto a tutte le organizzazioni che necessitano di ricevere un servizio digitale di whistleblowing completo e orientato alla promozione del whistleblowing in Italia.
Negli ultimi anni, sulla spinta della nuova legge di trasposizione della normativa europea, un’attenzione particolare è stata rivolta alle organizzazioni pubbliche e private con le quali - con il progetto WhistleblowingIT - sono state attivate numerose formazioni e webinar, guide all’uso e toolkit, con i quali i soggetti gestori e i dipendenti degli enti hanno potuto approfondire il lato normativo e il lato tecnico di un sistema interno di whistleblowing.
Il numero dei soggetti aderenti a WhistleblowingIT è in continuo aumento: 6418 a fine 2025, 688 in più rispetto al 2024.
Come negli scorsi anni, le attività di ricerca è proseguita con il monitoraggio delle pronunce emesse dalle autorità giudiziarie in materia di whistleblowing, con l’obiettivo di osservare l’evoluzione interpretativa della disciplina e comprendere come i principi di diritto vengano concretamente applicati ai singoli casi. L’analisi ha riguardato decisioni di merito e di legittimità, provenienti dall’autorità giudiziaria ordinaria e da quella amministrativa.
Di particolare rilievo appare una pronuncia che ha riconosciuto il diritto del whistleblower al risarcimento del danno subito in conseguenza delle misure ritorsive adottate nei suoi confronti. Tra le pronunce esaminate merita, inoltre, particolare attenzione una decisione considerata pionieristica, nella quale si registra, per la prima volta, la corretta applicazione del principio dell’onere della prova, così come delineato dalla normativa sul whistleblowing.
Le decisioni analizzate, nel complesso, sembrano delineare i primi orientamenti interpretativi destinati, auspicabilmente, a consolidarsi nel tempo.
La novità del report 2025 è il l'analisi dell’ambito di applicazione della disciplina del whistleblowing nei cd. settori speciali, intesi come quei settori che, in conformità all’art. 1 del recente D. Lgs. n. 24/2023, frutto del recepimento della Direttiva UE 2019/1937, risultano esclusi dall’applicazione della normativa generale in materia.
L’analisi si propone di esaminare criticamente le esclusioni, di carattere soggettivo e oggettivo, introdotte dal legislatore nazionale in sede di recepimento, al fine di valutarne la ratio e la compatibilità con il sistema europeo di tutela dei segnalanti delineato dalla Direttiva stessa.