RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE, MA ANCORA PROCESSI INFINITI

La Camera dei Deputati ha votato ieri la fiducia sul disegno di legge di riforma penale. Abbiamo accolto positivamente alcune norme introdotte per rafforzare il perseguimento del reato di corruzione. Tuttavia, si dovrebbe fare di più per risolvere all’origine il problema della lunghezza dei processi.

La maggiore durata della prescrizione per i reati contro la Pubblica Amministrazione (ad esempio, per la corruzione il termine passa da 7,5 a 9 anni), insieme alla previsione di sospensione dei termini per un periodo di 18 mesi dopo il giudizio di I e II grado, hanno come obiettivo quello di impedire che molti casi non siano più perseguibili prima della sentenza definitiva. Come sottolinea l’Avvocato Iole Anna Savini, nostro board member:

“Nel nostro Paese l’allungamento dei termini di prescrizione può considerarsi una delle diverse modalità che il legislatore avrebbe potuto scegliere per assicurare un efficace contrasto alla corruzione. Sarebbe infatti necessario procedere ad altre riforme per ridurre la durata dei procedimenti penali. A titolo esemplificativo, depenalizzare talune fattispecie di reato di minor disvalore sociale ed offrire maggiori incentivi verso la scelta di riti alternativi”.

Giorgio Fraschini, autore del rapporto comparativo di TI-It sulla prescrizione in Europa, aggiunge:

“il protrarsi per lungo tempo delle indagini preliminari è la prima causa di ritardi nei processi e porre quindi un freno con l’istituzione di indagini brevi come previsto dalla riforma (tre mesi prorogabili per altri tre), se serve da un lato a dare dei limiti di tempo contenuti alle procure e a limitare gli abusi, rischia di non essere sufficiente per le indagini più complesse e comprometterne la qualità e completezza”.

Infine, il Presidente Virginio Carnevali torna a sostenere una volta di più come

“la necessità di equiparare gli strumenti di indagine disponibili per reprimere il reato di corruzione a quelli in uso per la lotta alle mafie, garantendo anche per la corruzione, reato complesso e alquanto difficile da far emergere, la possibilità di adottare strumentazioni più sofisticate. A maggior ragione perché, come dimostrano diverse inchieste, la corruzione è entrata a far parte in maniera sistematica dell’armamentario della criminalità organizzata”.

Share Button