WHISTLEBLOWING: E’ QUESTIONE DI VOLONTA’ POLITICA

Dopo i ripetuti appelli fatti da Raffaele Cantone durante la presentazione del rapporto sulle segnalazioni di corruzione ricevute da ANAC, anche Pietro Grasso aggiunge la sua voce a quanti chiedono alla Commissione affari costituzionali del Senato di licenziare il disegno di legge sul whistleblowing.

“Credo che sia giunto il momento di riprenderne l’esame in modo che approdi presto in Aula e diventi legge entro le fine della legislatura”, ha infatti affermato il Presidente del Senato durante un convegno sulla corruzione tenutosi a Palazzo Giustiniani il 13 luglio.

È ormai passato un anno da quando insieme agli amici di Riparte il Futuro abbiamo lanciato la campagna #vocidigiustizia, chiedendo al Senato di migliorare e rimandare alla Camera dei Deputati il disegno di legge a tutela dei whistleblower, cioè di quei cittadini che si espongono in prima persona segnalando casi di corruzione di cui sono a conoscenza.

Il tempo a disposizione non è molto, essendo necessario un secondo passaggio alla Camera, ma più che sufficiente se si riuscirà a trovare un comune interesse politico su questa importante legge contro la corruzione. 

“La legge è stata esaminata, approfondita, discussa e ridiscussa. A questo punto è solo questione di volontà politica”, sottolinea il direttore Davide Del Monte.

Per noi e Riparte il Futuro questa legge rappresenta un elemento cardine su cui ruota tutta l’attività di prevenzione e di contrasto alla corruzione. La sua approvazione consentirebbe al nostro Paese di fare un salto in avanti in tutti i ranking di legalità che ci vedono da anni condannati agli ultimi posti in Europa.

Oggi, chi segnala illeciti occorsi sul posto di lavoro subisce demansionamenti, mobbing e rischia la perdita del posto. Chiediamo finalmente venga lanciato un messaggio forte a tutti quei lavoratori che assistono a episodi corruttivi e che sono costretti a tenere chiusa la bocca per paura. Garantiamo tutele certe, puniamo i persecutori, aiutiamo chi fa emergere ruberie e illegalità. Difendere i whistleblower dovrebbe essere un dovere per tutti noi, perché grazie alle loro segnalazioni sono state scoperte colossali frodi, danni erariali, appalti truccati, gravi distorsioni del mercato.

La petizione per proteggere le #vocidigiustizia è stata firmata da oltre 57.000 cittadini che chiedono al Senato di dare via libera al disegno di legge.

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