Uniti contro la corruzione. Per un'Italia più trasparente

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Il 9 dicembre, in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione, ci siamo riuniti nella Sala Perin del Vaga dell'Istituto Sturzo insieme a istituzioni, imprese, enti e cittadinə per fare il punto sulla corruzione in Italia e discutere le pratiche più efficaci per prevenirla. 

L'evento fa parte dell'avvio dell’Alleanza civica contro la corruzione | Per un’Italia più trasparente: un’iniziativa che punta a costruire una rete di impegno condiviso basata sulla cultura della trasparenza, della partecipazione e della responsabilità.  

Per l'occasione sono tante le realtà che hanno deciso di aderire e sostenere la Giornata, per lavorare ad un'agenda comune per moltiplicare l'impatto anticorruzione. L'alleanza civica non vuole essere un network generico, ma una piattaforma di collaborazione dove chi partecipa porta una proposta, una risorsa, un impegno al fine di generare un cambiamento.

Crediamo che il nostro Paese abbia sempre più bisogno di persone e organizzazioni capaci di cambiare le regole del gioco. Un passo alla volta, ma nella stessa direzione. Nei consigli comunali e nei consigli di amministrazione, nelle scuole e nei territori, nelle decisioni quotidiane e nelle visioni di lungo periodo.

Il 9 dicembre abbiamo aperto insieme un luogo dove le parole diventano progetti, e i progetti fanno sistema. E poiché crediamo che un’Italia (e un mondo!) più trasparente sia possibile, questo è il momento per riunire le nostre forze contro la corruzione e costruire una società più giusta.

Come immaginiamo un’Italia più trasparente?

Non come slogan, ma come funzionamento quotidiano dei processi pubblici e privati. Per noi, questo significa concretamente:

  1. Costruire comunità di integrità: reti di attori che non si limitano a “firmare un protocollo”, ma condividono obiettivi, strumenti e accountability.
  2. Identificare progetti strategici e trasformativi: ogni alleanza civica ha alla base un chiaro intervento in cui, con logica di complementarietà, ciascuna organizzazione e istituzione aggiunge il proprio valore per moltiplicarne sostenibilità e impatto
  3. Condividere soluzioni, non solo problemi: mettere in circolo pratiche efficaci, dati, modelli di governance, e renderli replicabili.

In tutto ciò troviamo un elemento decisivo: le alleanze civiche non sono un atto simbolico ma una leva di cambiamento sistemico.

La corruzione prospera nelle opacità e nelle zone grigie tra pubblico e privato. Per questo costruire valore in modo integrato significa:

  • superare la logica degli interventi isolati,
  • connettere attori,
  • generare incentivi condivisi per comportamenti virtuosi,
  • trasformare la trasparenza in un vantaggio competitivo e sociale.

Quando istituzioni, imprese, media, scuole, organizzazioni sociali e cittadinanza lavorano insieme su un’agenda comune, il risultato non è semplicemente una somma di contributi. È una moltiplicazione di impatto.

“Per un’Italia più Trasparente” non è un progetto “di Transparency”, ma un’infrastruttura di collaborazione civica, dove attori diversi portano competenze, responsabilità e visioni, per affrontare la corruzione in maniera integrata. 

Angela Greco, Direttrice esecutiva Transparency International Italia

Un resoconto della Giornata

(clicca sul + per leggere i resoconti)
SALUTI ISTITUZIONALI | Giornata internazionale contro la corruzione

Il 9 dicembre è la Giornata internazionale contro la corruzione (International Anti-Corruption Day), un’occasione per tuttə noi per riflettere sui progressi e sulle sfide nella lotta alla corruzione. Il tema della campagna 2024 e 2025 delle Nazioni Unite è dedicata al ruolo delle giovani generazioni nella lotta alla corruzione (Uniting with Youth Against Corruption: Shaping Tomorrow's Integrity). Ma ognuno di noi ha un ruolo da svolgere: gli Stati, i funzionari governativi, i funzionari pubblici, le forze dell’ordine, i rappresentanti dei media, il settore privato, la società civile, il mondo accademico, il pubblico e, appunto, le giovani generazioni. Le nostre azioni comuni devono essere sempre più determinate e partecipate, una presa di coscienza collettiva sul diritto e dovere di cambiare il mondo.

La corruzione è un problema sistemico da affrontare a livello globale, ed è ora che i leader mondiali si rendano conto che non ci può essere sviluppo sostenibile senza un'azione coordinata ed efficace sulla corruzione. I flussi di denaro illeciti hanno un impatto enorme sullo sviluppo e sulla riduzione delle disuguaglianze. Nel corso dell’evento che si è svolto a Roma, è stato evidenziato il ruolo delle organizzazioni della società civile nel combattere la corruzione, in Italia e in tutta Europa. Di seguito le parole del Presidente di Transparency International, François Valérian – che ringraziamo per la sua preziosa presenza! – nell’intervento di saluto e apertura: 

So che Transparency International Italia e le vostre organizzazioni sono molto impegnate per una maggiore integrità in Italia, una maggiore integrità nelle imprese, una maggiore integrità nella vita pubblica. E sempre guidati da un'idea molto semplice: l'esercizio del potere deve avvenire nell'interesse del bene comune e non nell'interesse di coloro che detengono il potere. E quest'idea semplice ci ha guidati dalla fondazione del nostro movimento globale nel 1993. Ed è la definizione del bene comune. Le elezioni decidono chi governa, ma dopo le elezioni i governanti devono governare nell'interesse dei cittadini e non nel loro interesse proprio. E il buon governo di Lorenzetti sull'affresco del Palazzo Pubblico di Siena. Purtroppo, quello che osserviamo in alcuni dei Paesi dove siamo attivi non è il buono, ma è il cattivo governo. Ciò che vediamo nei più di 100 Paesi nei quali siamo attivi, è che i governanti considerano il loro potere come un'immensa opportunità di arricchimento. E le elezioni non sono gare di idee sul bene comune. Sono lotte tra investitori che investono una piccola parte del loro denaro in campagne elettorali e ne aspettano un ritorno con appalti pubblici. In questo modo l'esercizio del potere diventa abuso di potere, spesso il saccheggio di un intero Paese. E questo saccheggio di moltissimi Paesi alimenta una economia globale della corruzione. perchè esiste una economia globale della corruzione, con flussi di denato immensi che attraversano i confini e passano attravero paradisi fiscali e piattaforme id criptovalute e arrivao in pochi paesi: in Francia, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Svizzera, in Germania, forse qui in Italia, dove fanno salire i prezzi dei mercati immobiliari o finanziari. E questa economia globale della corruzione distrugge valore economico, perché trasforma il denaro pubblico potenzialmente utile - che sarebbe potuto essere investito nella sanità, nell'istruzione, nelle infrastrutture - in un denaro inutile, che contribuisce solo all'inflazione. E questa economia globale della corruzione distrugge anche il valore sociale. Questo è vero a livello globale, dove gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite non potranno essere raggiunti con la corruzione. 

Tutti questi obiettivi hanno bisogno del denaro pubblico. E se questo denaro pubblico verrà rubato non sarà possibile raggiungere gli obiettivi. Ed è vero anche a livello di ogni Paese dove il denaro viene rubato, questo denaro che lascia il Paese crea un vuoto. E questo vuoto offre a molte persone, anche con una piccola parte del potere, l'opportunità di vendere a innumerevoli vittime l'accesso a servizi pubblici di scarsa qualità in cambio di tangenti monetarie o sessuali.

Allora questa economia globale della corruzione è una sfida globale e di fronte a questa sfida globale abbiamo bisogno di una cooperazione internazionale tra tutti i governi. Purtroppo questa cooperazione internazionale oggi è minacciata e c'è anche una narrativa che tenta di di spiegare che le strategie di confronto sono migliori delle strategie di cooperazione. Ciò che non è vero in un mondo interconnesso. Però, ciò di cui abbiamo bisogno, più che della cooperazione tra i Governi, è più che mai ciò che siamo all'intero di Transparency International e di altre organizzazioni della società civile: una società civile globale unita in uno scambio permanente di informazioni e di buone pratiche.

Conclude così François Valérian, Presidente Transparency International:

E allora cosa facciamo contro questa economia globale della corruzione? Combattiamo i suoi due motori: l
a concentrazione del potere e la cultura del segreto. Più centrato è il potere e più grande è il beneficio dell'abuso di potere, più segreto è il potere e più facile è l'abuso di potere. Contro la concentrazione del potere difendiamo lo Stato di diritto, la separazione dei poteri, l'indipendenza del potere giudiziario contro la cultura del segreto. Lavoriamo e lottiamo con le persone molto coraggiose che sono in prima linea in questa lotta: i giornalisti di inchiesta e i segnalanti. Promuoviamo anche il diritto all'informazione per tutti i cittadini, perché tutti i cittadini hanno il diritto di sapere ciò che si fa con il denaro pubblico, con il loro denaro. E dobbiamo sapere quante sono le entrate, quante sono le spese e quanti sono i debiti. Tutti i contratti pubblici devono essere pubblicati. Tutti qui abbiamo denaro su conti bancari e vogliamo sapere ciò che la Banca fa dei nostri soldi. Ed è lo stesso con i cittadini e il denaro pubblico. Allora: un sistema politico senza concentrazione del potere, dove la trasparenza è la norma e il segreto l'eccezione: come si chiama? Si chiama democraziaForse non è la democrazia di ieri o di oggi nella maggior parte dei Paesi, una democrazia che si restringe o si restringeva all'organizzazione periodica di elezioni più o meno regolari. No, la democrazia che tentiamo di costruire con Transparency International è la democrazia di domani: una democrazia dove tutti i cittadini hanno il diritto di esprimersi ed essere ascoltati su tutte le questioni che sono importanti per le loro vite. E non è facile combattere per questa democrazia, in molto Paesi può essere molto pericoloso fare questo. Però è una missione necessaria ed è una missione storica. Ringrazio Transparency International Italia per il lavoro che fa per questa democrazia di domani. 

A seguire, l'intervento di Sergio Maria Battaglia, Responsabile Rapporti con le Istituzioni Pubbliche e Private dell'Istituto Luigi Sturzo:

A nome dell'Istituto Luigi Sturzo siamo lieti di ospitare questa occasione e sappiamo che Transparency International è da tantissimi anni che si dedica alla tematica della corruzione. Tematica molto antica ma che poi, anche secondo recentissimi dati, continua a fiorire e continua ad esistere - ahimè - in tutti i gangli della società e a livello internazionale. L'Istituto Sturzo si trova in un palazzo del Seicento che speriamo vi piaccia perché è un pezzo di storia d'Italia. L'Istituto è stato fondato nel 1951 per divulgare l'opera e il pensiero di don Luigi Sturzo e promuovere gli studi nel campo delle discipline umanistiche e delle Scienze sociali, con particolare riferimento alla sociologia, alla storia, alle istituzioni pubbliche, ma anche ospita numerosissimi eventi di livello istituzionale su varie tematiche che riguardano anche la vita pubblica. Ci vantiamo di aver ospitato recentissimamente anche il nostro Presidente della Repubblica Mattarella. 

Conclude Sergio Maria Battaglia, Responsabile Rapporti con le Istituzioni Pubbliche e Private dell'Istituto Luigi Sturzo: - Quindi io rinnovo ancora l'invito. Siamo disponibili a ospitarvi ancora perché sono sicuramente tante le attività possibili anche nei confronti dei giovani. L'Istituto Sturzo promuove molte iniziative con gli studenti sia delle scuole superiori che gli studenti universitari per cercare di divulgare la cosiddetta cultura della legalità. Che non sia un termine abusato solo per fare bella figura: la cultura della legalità è molto importante per il vivere civile e il danneggiare, come diceva don Luigi Sturzo, il bene comune fa male alla generalità della società.

Al link di seguito potete leggere l'intervento del Presidente di Transparency International Italia, Michele Calleri: Uniti contro la corruzione. Per un'Italia più trasparente

Nel corso dei saluti è intervenuto anche il Segretario della Città Metropolitana di Napoli e membro dell'Advisory Board di Transparency International Italia, Antonio Meola

Sono particolarmente onorato di partecipare a questo incontro insieme con al presidente di Transparency International. Io sono un operatore e più che di contrasto alla corruzione, in verità, noi ci occupiamo di prevenzione della corruzione perché, come sapete, il contrasto tipicamente lo svolgono i magistrati e le forze dell'ordine. Quindi noi cerchiamo di lavorare all'interno del cosiddetto piano integrato di attività e organizzazione con la sottosezione "rischi corruttivi", cercando di fare un lavoro moderno che non sia soltanto la legalità, perché la legalità noi la consideriamo come l'onestà un prerequisito dell'azione amministrativa. Un sindaco, per esempio, o un tecnico o un segretario generale, deve essere onesto. Questa è una premessa, poi deve saper operare. Quindi la legalità per noi è un prerequisito dell'azione amministrativa. Poi bisogna essere efficienti nell'interesse della comunità. Lo dico perché come sapete l'Italia, tra virgolette, beneficia di oltre 200 miliardi di euro di finanziamenti della Next Generation EU. Continua così Antonio Meola - richiamo il Piano nazionale di ripresa e resilienza Next Generation You per un motivo molto preciso perché l'Italia si è indebitata? Si è indebitata molto. I 2/3 del PNR sono finanziamenti che dobbiamo restituire con i relativi interessi, mentre per esempio, un Paese europeo come la Spagna ha preso tutto a fondo perduto, mentre l'Italia solo un terzo di fondi a fondo perduto e i 2/3 sono debito che dobbiamo restituire. Perché dico questo? Perché questo è un effetto iceberg. 

Noi gli effetti non li stiamo vedendo oggi, Presidente, li vedremo fra qualche tempo e naturalmente noi stiamo cercando di fare di tutto nell'azione di prevenzione della corruzione perché questo accada ma non è sufficiente. Non è sufficiente perché in questa materia vale, come dire, l'esempio che Confucio faceva con l'euritmia. Cioè voi sapete che nell'euritmia tutte le componenti di un'organizzazione si devono muovere armonicamente e ritmicamente. Questa è la cosa più difficile da fare. 

Di seguito, il video Saluto del Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia (qui)
DIALOGO A DUE | L’alleanza tra cittadini e istituzioni per il servizio sanitario

Nel primo dialogo della Giornata sono intervenuti François Valérian, Presidente Transparency International, e Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE. Il tema è quello della sanità pubblica e della possibile alleanza tra cittadini e istituzioni per il Servizio Sanitario.

Nei suoi rapporti Health at a Glance (2023 e 2025) l'OCSE evidenzia come i sistemi sanitari sono sotto pressione finanziaria. Si dice che il contesto economico e le priorità concorrenti richiascno di comprimere i fondi disponibili per la sanità. In tal senso la mancanza di trasparenza e la corruzione attentano alla sostenibilità del sistema sanitario su due livelli. Uno diretto e un altro indiretto.... Nel caso si possa parlare di un trend internazionale, quali sono i fattori strutturali — finanziari, normativi e di governance dei dati che, secondo GIMBE e Transparency International, collegano i trend globali con le criticità che la stessa GIMBE documenta nel Rapporto 2025 (es. divario di spesa, disuguaglianze territoriali, carenza di personale, sprechi, abusi, comportamenti opachi)?  

Interviene Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE:

Nell'ultimo rapporto del gennaio 2024 - che è dedicato alla sostenibilità fiscale dei sistemi sanitari dei Paesi - l'OCSE dedica un capitolo a quello che è una delle strategie che tutti i Paesi dovrebbero introdurre: l'aumento del valore della spesa sanitaria. Questa volta non parla direttamente di sprechi, usa un termine, diciamo, un po' più morbido. Parla di "aumento del valore della spesa sanitaria". Che cosa significa? Ottenere il massimo risultato di salute rispetto alle risorse investite. Quindi la parte mezza vuota del bicchiere è rappresentata da tutti quegli sprechi e inefficienze che l'OCSE stessa, prima nel '17 poi nel '18, aveva utilizzato come argomento principale, quello della riduzione di sprechi e inefficienze.

Noi abbiamo adattato questa tassonomia internazionale. In particolare: nel 2017 abbiamo sostanzialmente identificato sei macro categorie di sprechi e inefficienze sulle quali si dovrebbe intervenire. E su questo poi mi permetto, nella parte finale di questa chiacchierata, di aggiungere alcuni elementi, perché la Giornata ovviamente è dedicata agli aspetti di tipo corruttivo e questi noi li abbiamo identificati in due macro categorie: 

  • le frodi e gli abusi, che sostanzialmente sono tutte quelle risorse che vengono erose direttamente o indirettamente da fenomeni corruttivi ma a anche da comportamenti opportunistici, che sono condizionati da conflitti di interesse che non necessariamente vanno a configurare un reato piuttosto che un illecito amministrativo, perché sono un po' abitudini che sono innestate all'interno dei processi clinico assistenziali, nei comportamenti professionali, in tutta una serie di aspetti che riguardano i comportamenti in sanità.
Poi c'è il tema dei cosiddetti acquisti a costi eccessivi che rientrano molto, Angela, in quelle che sono le vostre attività. Non è assolutamente giustificabile che all'interno di un sistema sanitario un prodotto venga acquistato da singole aziende sanitarie piuttosto che da una singola Regione, a prezzi completamente diversi per fenomeni che sono di varia natura e, come sapete bene, le centrali di acquisto non hanno risolto questo problema. Ci sono poi altre due categorie di sprechi che riguardano prevalentemente:
  • i comportamenti professionali che sono legati alla inappropriatezza: cioè troppi farmaci, troppi test diagnostici prescritti. Dove quasi mai ci sono aspetti legati a reati o illeciti amministrativi, solo in rarissimi casi si tratta di comportamenti professionali, spesso anche indotti dai pazienti;
  • gli aspetti legati a sprechi di tipo organizzativo o amministrativo. E anche là ci sarebbe un po' da andare a guardare quanto questi possono essere influenzati.
Allora noi oggi abbiamo due problemi fondamentali
  1. Bisogna aumentare i finanziamenti pubblici per la sanità, perché anche se recuperiamo gli sprechi, questi non li possiamo reinvestire in servizi. Sicuramente non ci possiamo pagare il costo del personale che oggi rappresenta, soprattutto in Italia, un grosso problema perché taglia oggi, taglia domani, abbiamo demotivato i professionisti sanitari che cominciano ad andare via dal servizio pubblico. E alcune specialità, penso alla Medicina di laboratorio, penso alla Microbiologia, piuttosto che al ben noto Pronto Soccorso. Sono specialità che non sono più, diciamo, appetibili da parte dei giovani medici. Ma soprattutto ci sono alcune professioni, come quelle infermieristica dove di fatto i giovani non vogliono più scegliere questa professione, non solo per ragioni di tipo economico;
  2. Accanto all'incremento del finanziamento pubblico bisogna lavorare sugli sprechi e ovviamente anche su tutti quelli che erodono queste risorse, in particolare frodi, abusi, acquisti a costi eccessivi. Qua è difficilissimo riuscire a fare delle stime perché non ci sono dati oggettivi. Sicuramente si tratta di miliardi, quindi non si tratta, diciamo, di pochi, di qualche decina di milioni di euro. Ma non abbiamo, oggi, dati oggettivi per fare questo tipo di valutazione.
Chiudo dicendo che è evidente che la sottrazione di risorse pubbliche destinata alla salute delle persone rappresenta una violazione etica rispetto a quello che è un diritto fondamentale, che viene leso, come quello che è il diritto alla tutela della salute.

Interviene François Valérian, Presidente Transparency International:

Il problema è che il denaro utilizzato per la sanità non è utilizzato in un in un modo idoneo e la sanità presuppone denaro pubblico e regolamentazione pubblica. Troppo spesso il denaro viene rubato per essere trasferito all'estero, oppure viene speso per un uso non giusto o previsto e a trarne vantaggio sono i propri cari. Vale la stessa cosa per quanto riguarda la regolamentazione, essa può essere influenzata da interessi privati attraverso un lobbing opaco. Invece la complessità dell'organizzazione del sistema sanitario, uno dei punti sollevati dall'ottavo rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale italiano, è un fattore che ovviamente favorisce le strategie di "capture corruption" da parte di interessi privati e impedisce un monitoraggio agevole da parte dei cittadini. Le persone con malattie gravi. Le persone con disabilità. Le persone prive di mezzi. Sono più di altre vittime della corruzione.

Continua così François Valérian, Presidente Transparency International:

Il bisogno è tale da creare un'opportunità per attori corrotti che vendono prestazioni mediche ospedaliere in cambio di tangenti. I problemi che incontriamo in questo ambito sono paragonabili a quelli che possiamo incontrare nell'istruzione. In paesi dove la corruzione è importante, il denaro pubblico manca per un funzionamento idoneo del sistema sanitario
(...) 

A questo punto, occorre individuare delle leve concrete che potrebbero invertire la tendenza, tenendo conto sia delle raccomandazioni internazionali sia del Piano di rilancio proposto dalla Fondazione GIMBE.

Interviene François Valérian, Presidente Transparency International

Il nostro movimento ha vissuto la crisi sanitaria da Covid-19 come un'occasione mancata. I moderni mezzi digitali avrebbero potuto dare ai governi la possibilità di conciliare urgenza e trasparenza. Invece l'urgenza è servita da pretesto per l'opacità e ha quindi causato una grande inefficienza sullo sfondo di abusi e, spesso, di appropriazioni indebite di denaro, di truffe, nelle attrezzature mediche, nelle mascherine, nei vaccini. E questo in tutte le regioni del mondo: nel Sud, nel Nord, in molti paesi dell'Unione Europea e a livello dell'Unione Europea stessa. L'anno scorso il nostro capitolo del Regno Unito ha pubblicato un rapporto analizzando i dati di tutti i contratti pubblici della crisi del Covid-19 e ha individuato 135 contratti, Covid-19, ad alto rischio di corruzione, per un valore totale di 15 miliardi di sterline.
(...) 

Conclude François Valérian, Presidente Transparency International

La sanità pubblica è un Bene Comune, dev'essere un bene trasparente, con una pubblicazione sistematica dei dati di tutti gli appalti e i contratti pubblici. E anche molto importante conoscere l'identità di tutti i titolari effettivi delle società che vendono servizi o attrezzature mediche per essere sicuri che queste società non siano controllate dalle persone che prendono le decisioni di acquisto. È un tema molto importante della nostra advocacy a livello mondiale. In molti paesi, anche in Italia, la sanità è un settore dove si incontrano decisioni pubbliche e interessi privati. Dunque, un settore dove i rischi di corruzione sono molto importanti. Ci sono rischi di conflitti di interesse negli acquisti pubblici, anche rischi di influenza indebita attraverso un opaco. Il lobbying non è un delitto, ma deve essere trasparente e conosciuto dal pubblico e nella maggior parte dei paesi non è così. Infine, ciò su cui vorrei insistere e l'importanza della priorità data alla lotta contro la corruzione all'interno di tutte le politiche sanitarie.

Interviene Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE:

Il problema fondamentale è definire questa mappatura di tutte le tipologie di frodi e abusi che si verificano nel servizio sanitario. Noi ovviamente ci occupiamo di quello nazionale con le sue regole. Penso anche al nuovo Codice degli appalti, è importante cercare di capire che cosa si può fare praticamente. Allora noi abbiamo provato un po' a schematizzare in nove macrocategorie. C'è tutta la parte che riguarda le decisioni politiche quindi il policy making, la governance del sistema sanitario. Una seconda categoria sulla regolamentazione del sistema sanitario, una terza sulla ricerca biomedica. La quarta riguarda il marketing, la promozione di farmaci, dispositivi e altre tecnologie sanitarie. La quinta, molto rilevante, è quella di cui voi vi occupate in maniera diretta: l'acquisto di beni e servizi. Ma poi ce n'è una, la sesta, sulla distribuzione e stoccaggio di prodotti.

Le ultime tre riguardano la gestione delle risorse finanziarie, la gestione delle risorse umane e l'erogazione dei servizi sanitari. È evidente che ciascuna di queste macrocategorie contiene esempi concreti. Provo a farne qualcuno anche per rendere meno fredda, possibile, diciamo, questa schematizzazione. Ad esempio, pensiamo alle influenze illecite sulle politiche sanitarie. L'attività di lobbying non è illecita però di fatto a volte induce degli acquisti non necessari piuttosto che ostacola determinate leggi. Penso un attimo: da quanti anni in Italia si discute sulla Sugar Tax, per esempio, nessun governo è riuscito mai a portarla avanti, perché dietro ci sono pressioni importanti. E questa è una strategia fondamentale per ridurre le malattie croniche non trasmissibili. Ho poi pensato alla selezione inadeguata di prodotti piuttosto che all'utilizzo improprio di fondi assegnati per la ricerca. Ancora, agli aspetti squisitamente corruttivi, cioè la modifica delle soglie di malattia che servono a vendere più farmaci quando non ci sono evidenze concrete che abbassando le soglie del colesterolo piuttosto che della glicemia si migliorano gli outcome clinicamente rilevanti: quindi gli esiti cardiovascolari piuttosto che la mortalità. 

Entrando poi in aspetti di tipo amministrativo-penale pensate alla fatturazione di prestazioni più costose di quelle che sono state effettivamente erogate, oltre a tutta la parte corruttiva nella concessione degli appalti pubblici. Adesso c'è il grande tema dell'immissione sul mercato di prodotti che sono contraffatti o che hanno degli standard inadeguati. L'evasione dei ticket sanitari per reddito, la selezione arbitraria del personale, l'utilizzo a fini privati di strutture e attrezzature prodotte con opere e lavori pubblici, quindi gli esempi sono veramente tanti. E quindi il vero problema è definire quali sono le leve di governance che possono portare a tutto questo
. (...) La nostra sensazione e che c'è una quantità enorme di denaro che viene eroso, di denaro pubblico che viene eroso, soprattutto per prestazioni che non servono, che vengono immesse sul mercato, vengono prescritte, che sono inappropriate. Dal punto di vista amministrativo, dal punto di vista penale, non configurano né illecito né reato, però configurano e determinano una grossa erosione di denaro pubblico. Quindi, probabilmente, per recuperare le risorse da questo grande calderone di frodi e abusi bisognerebbe agire su più ambiti. Perché ci sono conflitti di interesse di varia natura e ricordiamoci sempre che gli interessi di tutti gli stakeholder in sanità non sono convergenti, non convergono sulla salute delle persone ma spesso sono orientate al profitto

Conclude Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE:

C'è poi ovviamente quella che io chiamo l'attitudine a comportamenti illeciti in alcune aree del Paese. Per abitudine di tipo sociale c'è una maggiore tendenza, una maggiore attitudine a portare avanti iniziative di questo tipo. E poi ci mettiamo anche dentro quella che è l'assenza di etica professionale. Non racconto fatti recenti che la stampa ha riportato e che purtroppo sono tante gocce che però finiscono per determinare un mare di denaro pubblico perduto.

E permettetemi di dire un'ultima cosa: in un momento storico in cui in Italia si cerca un po' di minimizzare tutto, io credo che ci sia anche una minimizzazione del fatto illecito. Perché se stiamo in qualche maniera, diciamo, provando a superare una serie di problematiche con condoni e sanatorie in tutti gli ambiti - la mia sensazione è che in questo momento storico si tenda in maniera eccessiva a minimizzare il fatto illecito. E questo è, inevitabilmente, un rischio. Perché invece che ridurre può aumentare quella che è l'erosione di denaro pubblico dovuta a frodi e abusi.


(scorri > le foto della Giornata)

    Rivedi l'evento

    Radio Radicale

    Giornata internazionale contro la corruzione

    CONVEGNO | - Roma - 10:26 Durata: 3 ore 26 min
    A cura di Bretema e Simone Sapienza

    Organizzatori: Transparency International Italia
    Con il patrocinio dell’Istituto Luigi Sturzo e di Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).

    Durante l’evento è stata presentata l’Alleanza Civica contro la corruzione | Per un’Italia più trasparente e il relativo "Manifesto Per un’Italia più trasparente".

    Convegno "Giornata internazionale contro la corruzione", registrato a Roma martedì 9 dicembre 2025 alle 10:26.

    Tra gli argomenti discussi: Actionaid, Anac, Appalti, Associazioni, Concorrenza, Corruzione, Criminalità, Economia, Enti Locali, Enti Pubblici, Giustizia, Impresa, Istituzioni, Italia, Mercato, Politica, Ricerca, Sicurezza, Territorio.

    La registrazione video di questo convegno ha una durata di 3 ore e 26 minuti.

    Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio ed è disponibile la trascrizione testuale.
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