La Direttiva europea anticorruzione è stata approvata

Il Parlamento europeo ha approvato la Direttiva europea anticorruzione e ora il testo dovrà essere approvato dal Consiglio dell'Unione Europea, per poi essere trasposto negli ordinamenti nazionali.

Pubblicazione: 26 marzo 2026
Il 26 marzo 2026 il Parlamento europeo ha approvato la Direttiva europea anticorruzione con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astensioni. Ora il testo dovrà essere approvato dal Consiglio dell'Unione Europea e, dalla sua entrata in vigore (20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE), gli Stati membri avranno 24 mesi per la trasposizione negli ordinamenti nazionali. I mesi diventano 36 per le disposizioni sulle strategie nazionali anticorruzione e sulla valutazione dei settori esposti ai rischi di corruzione. 

La Direttiva fornisce basi solide per la lotta alla corruzione nell’Unione europea e le sue disposizioni configurano un ampio ventaglio di presidi e rimedi per prevenire, contrastare ed infine reprimere la corruzione. Sebbene alcune disposizioni contenute nella versione finale risultino più deboli rispetto alla proposta iniziale, lo spirito della normativa è rimasto intatto: non soltanto armonizzare le basi giuridiche comunitarie dei reati di corruzione, ma rafforzare le leggi anticorruzione nazionali di tutti gli Stati membri.

Tra i punti di interesse l’introduzione del reato di “esercizio illecito di funzioni pubbliche”, dedicato a determinate violazioni gravi derivanti dall'esecuzione o dall'omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico (nell'esercizio delle sue funzioni). Questo punto potrà forse colmare le carenze normative di contrasto al fenomeno dell'abuso d'ufficio nell'ordinamento italiano. Da agosto 2024, a seguito dell'abrogazione delle fattispecie di reato penale, non sono stati ancora sviluppati i rimedi amministrativi e civilistici necessari per arginare e perseguire il fenomeno. 

L'indebolimento di alcune misure anticorruzione appare evidente anche in termini di percezione della corruzione: da due anni il punteggio dell'Italia nell'Indice di Percezione della Corruzione è in diminuzione (da 56 a 53). Con l'advocacy legislativa portata avanti nel corso dell'intero percorso della Direttiva, Transparency International si è occupata di approfondire gli articoli e le disposizioni proposte, esaminando i profili di criticità e di miglioramento delle varie versioni del testo.

Nelle prossime settimane e nella fase di trasposizione ci occuperemo ancora di monitorare e incoraggiare un recepimento completo, chiaro ed efficace, in Italia e in tutti gli Stati membri.

"L'Italia deve considerare la Direttiva anticorruzione come una grande opportunità per rafforzare i propri presidi di prevenzione e contrasto alla corruzione. Le attuali carenze del sistema italiano vanno a danno dei cittadini e delle imprese e sono inammissibili in uno Stato di diritto. 
La legislazione proposta dalla Direttiva è un'occasione unica per ispirare la cultura anticorruzione europea e globale."
 
Michele Calleri, Presidente di Transparency International Italia

Il percorso della Direttiva

A maggio 2023 la Commissione europea ha proposto una Direttiva specifica sulla lotta alla corruzione con l'obiettivo di armonizzare la legislazione anticorruzione dei 27 Stati membri e rendere obbligatoria nel diritto comunitario l’incriminazione per i reati previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC). In questi anni Transparency International ha presentato una serie di raccomandazioni per rafforzare gli impegni contenuti nella proposta di Direttiva e innalzare gli standard della lotta alla corruzione a livello globale.

A luglio 2025 gli Stati membri e il Parlamento europeo non sono riusciti a trovare un accordo sulle disposizioni più importanti della Direttiva e alcuni Stati hanno cercato di ritardare la finalizzazione del pacchetto. Tra loro i rappresentanti italiani hanno chiesto l'eliminazione dell'abuso d'ufficio come reato previsto della Direttiva, in deroga ai principi della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione (UNCAC). Adicembre 2025, dopo mesi di negoziati tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea, è stato raggiuntoun accordo provvisorio sul testo definitivo della Direttiva. Quest'ultimo è stato approvato dalla Commissione per le libertà civili (LIBE) a gennaio 2026 e adottato dal Parlamento europeo a marzo 2026.

In attesa dell'approvazione del Consiglio dell'UE si procederà all'entrata in vigore della Direttiva e alla successiva trasposizione negli ordinamenti nazionali di tutti gli Stati membri.

I punti di interesse per Transparency International

Secondo Transparency International i punti di rilievo introdotti da questo accordo riguardano:
  • il ruolo del pubblico interessato: le organizzazioni della società civile sono finalmente legittimate a partecipare ai processi penali;
  • il riconoscimento delle vittime della corruzione: i reati di corruzione sono stati collegati esplicitamente alla Direttiva in materia di diritti delle vittime di reato (direttiva 2012/29/UE);
  • l'incoraggiamento all'adozione di misure di trasparenza nel finanziamento dei candidati e dei partiti politici per tutti gli Stati membri;
  • l'obbligo di sviluppare strategie anticorruzione per tutti gli Stati membri.

Nel corso dei triloghi negoziali il testo della proposta è stato indebolito, in particolare rispetto a:

  • la mancanza di disposizioni esplicite sulla grande corruzione (grand corruption) per combattere i fenomeni corruttivi più gravi. La Direttiva potrebbe non affrontare la corruzione ad alto livello e tutti quei casi che minano in maniera importante la democrazia e i diritti umani;
  • la debolezza delle norme in materia di responsabilità delle imprese. Per esempio la responsabilità delle persone giuridiche stabilita dalla Direttiva è inferiore agli standard fissati da Paesi come il Regno Unito e l’Australia;
  • la mancanza di regole chiare e vincolanti sul finanziamento della politica e sulle attività di lobbying;
  • l'eliminazione dell'obbligo di comunicazione dei dati disaggregati sulla lotta alla corruzione.

Scopri la Direttiva europea anticorruzione

Nel 2023 la Commissione europea ha proposto una Direttiva specifica sulla lotta alla corruzione. La Direttiva si propone l'obiettivo di armonizzare la legislazione anticorruzione dei 27 Stati membri e rendere obbligatoria nel diritto comunitario l’incriminazione per i reati previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC).


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