Sulla piattaforma di monitoraggio
soldiepolitica.it sono disponibili i
dati aggiornati a dicembre 2024 sul finanziamento alla politica in Italia. In particolare, si tratta dei
contributi ricevuti dai partiti e dai soggetti terzi collegati (associazioni, fondazioni e comitati). Questo aggiornamento è stato possibile grazie al progetto
BRIDGEGAP, finanziato dalla Commissione Europea.
I flussi finanziari del biennio 2023-2024 evidenziano una forte connessione tra settore pubblico e privato, nonché l'urgenza di interventi normativi strutturali. Monitorare le fonti di finanziamento è fondamentale per individuare conflitti di interesse, influenze indebite e rischi di corruzione.
Nel 2023-2024 i partiti e soggetti terzi hanno raccolto circa 20 milioni di euro l'anno tramite donazioni private. Una contrazione drastica rispetto al picco registrato nel 2022, quando la raccolta aveva toccato quota 32,936 milioni di euro. Nel complesso del monitoraggio di Soldi e Politica, dal 2018 al 2024, l'ammontare dei contributi versati alla politica sfiora i 168,87 milioni di euro.
Ma da dove arrivano i soldi e come cambia il finanziamento? Nel biennio 2023-2024 l’analisi interna delle fonti di finanziamento rivela una profonda metamorfosi strutturale: dal 66,75% dei contributi totali provenienti dalle rimesse dei politici eletti (13,364 milioni di euro nel 2023) si passa al 50,17% del totale nel 2024 (appena 10,053 milioni di euro).
Per la prima volta negli ultimi anni
le rimesse degli eletti sono in netta diminuzione e, isolando i primi cinque partiti per volume di donazioni - Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, emerge un dato apparentemente contraddittorio:
la dipendenza dei partiti dai contributi degli eletti resta più alta rispetto alla media nazionale. Ma non per tutti. Confina a leggere l'analisi su
Soldi e Politica. I nuovi dati sul finanziamento della politica Sul finanziamento alla politica è necessario un intervento normativo strutturale: dal
consolidamento della legislazione sul finanziamento ai partiti alla pubblicazione dei
dati in formato aperto, dall’adozione di una
legge organica sul conflitto di interesse ad una chiara ed efficace
regolamentazione delle attività di lobbying.
Monitorare le fonti di finanziamento è fondamentale
per individuare conflitti di interesse, influenze indebite e rischi di corruzione e per
garantire trasparenza sui finanziamenti a partiti e politici è essenziale per rafforzare la fiducia dei cittadini e la qualità della democrazia.
Per questo come Transparency International Italia proponiamo alla politica e al suo sistema le seguenti raccomandazioni:
- Ripensare l’attuale legislazione sul finanziamento. La legge dovrebbe reintrodurre un equilibrio tra le fonti di finanziamento pubbliche e private e migliorare la trasparenza complessiva, senza opacità che influiscano sulla fiducia di chi va alle urne a scegliere i propri rappresentanti.
- Adottare una legge organica sul conflitto di interessi, con la quale identificare per tempo le incompatibilità e stabilire dei limiti per regolamentarle in maniera efficace. La legge dovrebbe regolare i Conflitti di interesse ampliando l’ambito soggettivo a tutti i livelli
- Regolamentare le attività di lobbying e introdurre un registro unico, pubblico e obbligatorio dei lobbisti, con un’agenda pubblica degli incontri e una specifica autorità addetta al monitoraggio. La legge dovrebbe regolare le attività di lobbying per garantire la trasparenza nelle relazioni tra politica e privati.
- Migliorare l'accessibilità e la disponibilità dei dati. I dati sono fondamentali per garantire una reale trasparenza e accountability della classe politica e per prevenire fenomeni di corruzione, conflitti di interesse e influenze illecite.