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Ogni settimana vi aggiorniamo su cosa facciamo e cosa possiamo fare per combattere la corruzione.

#CPI2025

Il Corruption Perceptions Index (CPI) di Transparency International nasce nel 1995 ed è diventato il principale indicatore globale della corruzione nel settore pubblico. Il CPI assegna un punteggio e una posizione a 182 Paesi e territori di tutto il mondo su una scala che va da 0, alto livello di corruzione percepita, a 100, basso livello di corruzione percepita.

Il CPI ha una cadenza annuale e il 10 febbraio 2026 è stata pubblicata l’edizione 2025. I risultati globali indicano che la corruzione nel mondo sta peggiorando, con un aumento dei fenomeni corruttivi anche nelle democrazie consolidate. In Europa ben 13 Paesi hanno registrato un peggioramento e solo 7 un miglioramento. Nel CPI 2025 il punteggio dell'Italia (53) segna un nuovo calo (-1) rispetto al 2024, e conferma il dietrofront dello scorso anno. 

#IntegrityEU

Il 26 marzo 2026 il Parlamento europeo ha approvato la Direttiva europea anticorruzione con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astensioni. Il 21 aprile 2026 il testo è stato approvato anche dal Consiglio dell'Unione Europea e, dalla sua entrata in vigore (20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE), gli Stati membri avranno 24 mesi per la trasposizione negli ordinamenti nazionali. I mesi diventano 36 per le disposizioni sulle strategie nazionali anticorruzione e sulla valutazione dei settori esposti ai rischi di corruzione.  

La Direttiva fornisce basi solide per la lotta alla corruzione nell’Unione europea e le sue disposizioni configurano un ampio ventaglio di presidi e rimedi per prevenire, contrastare ed infine reprimere la corruzione. Sebbene alcune disposizioni contenute nella versione finale risultino più deboli rispetto alla proposta iniziale, lo spirito della normativa è rimasto intatto: non soltanto armonizzare le basi giuridiche comunitarie dei reati di corruzione, ma rafforzare le leggi anticorruzione nazionali di tutti gli Stati membri.

#SupportWhistleblowers

In occasione del World Whistleblower Day 2025 abbiamo pubblicato il Report Whistleblowing 2024 con lo stato dell'arte del whistleblowing in Italia ed un resoconto delle nostre attività in materia: dall'allerta anticorruzione di ALAC alla piattaforma di segnalazione libera e open source WhistleblowingPA (ora WhistleblowingIT). 

Chi segnala la corruzione non dovrebbe mai temere per il proprio sostentamento o per la propria sicurezza personale ma, troppo spesso, coloro che segnalano gli illeciti subiscono ritorsioni da parte dei loro datori di lavoro, dei colleghi o addirittura delle autorità. I whistleblower possono salvare vite umane e sono ancora troppe le sfide che devono affrontare affinché gli sia riconosciuta la protezione di cui hanno bisogno per trovare il coraggio di parlare.

#StopCorruption

Il 9 dicembre, in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione, ci siamo riuniti nella Sala Perin del Vaga dell'Istituto Sturzo insieme a istituzioni, imprese, enti e cittadinə per fare il punto sulla corruzione in Italia. Un'occasione per riunire voci e prospettive contro la corruzione, con l’obiettivo comune di costruire una rete di impegno condiviso, basata sulla cultura della trasparenza, della partecipazione e della responsabilità.

L'evento fa parte dell'avvio dell’Alleanza civica contro la corruzione #PerUnItaliaPiùTrasparente: una piattaforma di collaborazione dove chi partecipa porta una proposta, una risorsa, un impegno al fine di generare un cambiamento. Crediamo che il nostro Paese abbia sempre più bisogno di persone e organizzazioni capaci di cambiare le regole del gioco. Un passo alla volta, ma nella stessa direzione.

#culturaanticcoruzione

Notizie come quelle emerse recentemente, a Milano e non solo, restituiscono l’immagine di una presunta gestione opaca, verticistica, quasi oligarchica della cosa pubblica, sostenuta da una colpevole omertà di funzionari e amministratori. Eppure, in passato, proprio il Comune di Milano è stato in prima linea nel contrasto alla corruzione, adottando – tra i primi in Italia – strumenti come i patti di integrità per promuovere l'integrità delle procedure e sanzionare i comportamenti illeciti.

Possiamo testimoniare che, negli ultimi anni, molti enti pubblici e privati hanno investito seriamente in sistemi di prevenzione, controllo e gestione dei rischi corruttivi. La consapevolezza dei danni che la corruzione arreca alla credibilità e all’efficienza delle istituzioni si è diffusa, e rappresenta oggi un patrimonio condiviso da larghe fasce della società civile. Esiste nel Paese una forza civile, silenziosa ma crescente, che si indigna profondamente di fronte ai tradimenti della fiducia pubblica

#DirettivaAnticorruzione

Mentre alcuni paesi dell'Unione Europea ottengono costantemente buoni risultati nell'Indice di Percezione della Corruzione (CPI), i punteggi del 2024 mostrano un calo della media della regione per il secondo anno consecutivo. Questo calo coincide con i recenti scandali come il Qatargate e gli Uber Files, che evidenziano il persistere del problema della corruzione all'interno dell'Unione Europea.

Uno studio stima che la corruzione costi ogni anno 990 miliardi di euro ai paesi europei. L'Unione non è insensibile al problema e nel 2023 la Commissione ha proposto una Direttiva anticorruzione che il Parlamento europeo ha poi sviluppato con una posizione ambiziosa nel febbraio 2024, incorporando diverse raccomandazioni di Transparency International. Tuttavia, il Consiglio dell'Unione Europea ha rilasciato una posizione molto più debole nel giugno 2024.

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