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In che modo le questioni di genere e intersezionali influenzano il whistleblowing?

Pubblicazione: 7 marzo 2026 
Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2026 
Società civile
Whistleblowing

Questo articolo è la traduzione in italiano dell'introduzione della pubblicazione The integration of gender and intersectionality in whistleblowing environments. Una sintesi di ricerca realizzata dell'Anti-Corruption Helpdesk in risposta ad un quesito della Commissione europea in tema di whistleblowing e genere. L'Anti-Corruption Helpdesk è gestito da Transparency International e finanziato dall'Unione europea.

La risposta fornita dalle esperte dell'Anti-Corruption Helpdesk riassume il dibattito sull'applicazione di approcci di genere ai sistemi di whistleblowing, allo scopo di favorire una maggiore equità e inclusione. Il testo si basa sulla letteratura accademica, sulle lezioni apprese dall'attuazione delle politiche pubbliche e sulle esperienze della società civile. L'obiettivo è quello di identificare pratiche efficaci e condizioni necessarie per sviluppare un ambiente di whistleblowing più inclusivo e trasformativo, in linea con le prospettive di genere e intersezionali.

(...) Affinché i sistemi di whistleblowing siano efficaci per tutti, le riforme devono andare oltre le misure tecniche come i canali di segnalazione o le tutele legali. La letteratura richiede sempre più spesso un approccio intersezionale che esamini come il potere, l'identità e la cultura interagiscono per plasmare le esperienze individuali di segnalazione. Un tale approccio dovrebbe promuovere sistemi sensibili, reattivi e, soprattutto, trasformativi, che sfidino le strutture di potere che perpetuano la corruzione e garantiscano una vera equità (Maslen 2024).

Un whistleblower è "una persona che rivela informazioni su casi di corruzione o illeciti commessi all'interno o da parte di un'organizzazione a individui o entità ritenuti in grado di intraprendere azioni concrete" (Transparency International n.d.). I whistleblower svolgono un ruolo fondamentale nell'identificare e segnalare casi di corruzione o comportamenti scorretti, sia all'interno della propria organizzazione (whistleblowing interno), alle autorità competenti (whistleblowing esterno) o al pubblico.[1] Questo è essenziale per l'efficace applicazione delle leggi e delle politiche (Debere 2021). Il whistleblowing porta alla luce gli abusi di potere, previene la corruzione e richiama l'attenzione su questioni che potrebbero mettere a rischio i diritti sociali e l'accesso ai beni e ai servizi pubblici (OCSE 2016; Maslen 2023).[2]

Il whistleblowing ha un impatto diretto e misurabile sulla qualità e sull'accessibilità dei servizi pubblici. Alla fine del 2024, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha segnalato il recupero di 2,9 miliardi di dollari ai sensi del False Claims Act (1863),[3] con i segnalanti che hanno svolto un ruolo cruciale nel recupero di fondi relativi al settore sanitario, ai programmi di aiuto e ad altri ambiti (Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti 2025). Un altro rapporto della Commissione europea ha stimato che le segnalazioni dei whistleblower potrebbero ridurre da 5,8 a 9,6 miliardi di euro all'anno la corruzione negli appalti pubblici e l'uso improprio dei fondi pubblici.[4] In Sudafrica, la relazione annuale 2023/24 dell'unità investigativa speciale (SIU) ha sottolineato l'importanza delle segnalazioni interne, che hanno contribuito al recupero di oltre 2,28 miliardi di ZAR (circa 131 milioni di dollari USA) di fondi pubblici, evitando ulteriori perdite in settori chiave come la sanità, i trasporti e l'energia (SIU 2024).

Standard internazionali,[5] quali la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (articoli 33 e 13.2 2005), la Raccomandazione del Consiglio d'Europa sulla protezione dei segnalanti (2014) e i Principi internazionali per la legislazione sui segnalanti di Transparency International (2013) concordano sul fatto che un ambiente favorevole ai whistleblower richiede accessibilità, riservatezza, anonimato, procedure tracciabili, supervisione imparziale e protezione dalle ritorsioni (Consiglio d'Europa 2022; OCSE 2021; Terracol 2022). Negli ultimi decenni, la protezione dei segnalanti si è estesa a livello globale, con un numero crescente di Paesi che hanno promulgato leggi specifiche. Nonostante questi progressi, permangono notevoli lacune in termini di coerenza giuridica, uniformità di applicazione e allineamento con le norme sovranazionali (Kostakopoulou 2024; Roche 2025). I whistleblower di tutto il mondo continuano ad affrontare condizioni avverse derivanti da lacune normative, inerzia istituzionale, culture del silenzio e ritorsioni contro coloro che sfidano le pratiche consolidate (UNODC 2015). Questa tensione tra il potenziale trasformativo delle segnalazioni e la resistenza istituzionale pone sfide significative alla promozione di un ambiente favorevole alle segnalazioni.

La ricerca evidenzia che i rischi e le conseguenze della segnalazione di comportamenti scorretti sono distribuiti in modo non uniforme. Il whistleblowing è modellato da dinamiche di potere e strutture sociali che favoriscono alcuni individui emarginandone altri (Kenny e Fanchini 2023a; 2023b). Le organizzazioni, siano esse pubbliche, private o del settore no profit, sono strutturate da gerarchie formali e dinamiche informali legate a genere, razza, classe, età, disabilità e orientamento sessuale (Acker 2006; Crenshaw 1991). Gli individui emarginati, in particolare le donne, i migranti e le persone appartenenti a comunità etnicamente minoritarie, incontrano notevoli ostacoli nel segnalare irregolarità (Derry 1999; Martin 2013). Le norme sociali e organizzative spesso riproducono logiche di genere dominanti che mettono a tacere esperienze alternative e voci non normative (Whitehead 2013).

Affinché i sistemi di whistleblowing siano efficaci per tutti, le riforme devono andare oltre le misure tecniche come i canali di segnalazione o le tutele legali. La letteratura richiede sempre più spesso un approccio intersezionale che esamini come il potere, l'identità e la cultura interagiscono per plasmare le esperienze individuali di segnalazione. Un tale approccio dovrebbe promuovere sistemi sensibili, reattivi e, soprattutto, trasformativi, che sfidino le strutture di potere che perpetuano la corruzione e garantiscano una vera equità (Maslen 2024).

Gender sensitive
Interventi che riconoscono e tengono conto delle differenze di genere nel modo in cui gli individui percepiscono e vivono le esperienze, e incorporano tali differenze nella progettazione e nell'attuazione delle misure.

Gender responsive
Interventi che tengono conto delle diverse esigenze ed esperienze degli individui e includono dialoghi e/o opportunità educative per riflessioni critiche sulle norme sociali e di genere discriminatorie.
Gender transformative 
Strategie che cercano di affrontare le cause strutturali della disuguaglianza di genere e mettono in discussione le norme sociali e le pratiche istituzionali che sostengono la discriminazione (UNFPA-UNICEF 2021). 

Questi diversi approcci di genere possono essere applicati al whistleblowing riconoscendo le disparità nell'accesso ai meccanismi di segnalazione, l'inadeguata protezione contro le ritorsioni e la necessità di trasformare le strutture e le culture che alimentano le disuguaglianze.

Un approccio gender-sensitive nei casi di whistleblowing identifica e riconosce le barriere specifiche che devono affrontare le donne e altri gruppi emarginati e adatta le misure per evitare di rafforzare queste disuguaglianze. Un approccio gender-responsive va oltre, garantendo che i sistemi di whistleblowing rispondano attivamente alle esigenze di questi gruppi, garantendo che le loro segnalazioni siano ascoltate e che dispongano di servizi di protezione e sostegno adeguati. Infine, un approccio gender-transformative cerca di modificare le strutture di potere e le logiche culturali sottostanti che perpetuano la disuguaglianza, affrontando le cause profonde della discriminazione e promuovendo un cambiamento culturale nella percezione del whistleblowing e nella gestione delle segnalazioni.


 

[1] Transparency International. Senza data. Whistleblowing

[2] Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. 2019. Articolo 1 della European Parliament and Council Directive 2019/1937 on the Protection of Persons Who Report Breaches of EU Law

[3] Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. False Claims Act

[4] UE. Ufficio delle pubblicazioni. 2017. Estimating the Economic Benefits of Whistleblower Protection in Public Procurement – Final Report

[5] Esistono diversi standard internazionali che stabiliscono quadri normativi per la protezione degli segnalanti a livello mondiale e regionale. Tali standard mirano a creare un ambiente sicuro e favorevole per le persone che segnalano casi di corruzione e illeciti, garantendo loro protezione da ritorsioni. Si vedano ad esempio: la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC) (United Nations 2003); la Convenzione interamericana contro la corruzione (Organisation of American States 1996); la Convenzione dell'Unione Africana sulla prevenzione e la lotta alla corruzione (African Union 2003); la direttiva UE 2019/1937 sulla protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione (European Union 2019); la Raccomandazione del Consiglio dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico agli attori della cooperazione allo sviluppo sulla gestione del rischio di corruzione (OCSE/LEGAL/0431) (OECD 2016); la Convenzione n. 190 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO 2019);); il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla promozione del diritto alla libertà di opinione e di espressione (United Nations 2015); il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei difensori dei diritti umani (United Nations 2022); la Raccomandazione del Consiglio sull'integrità pubblica (OECD 2017); le Linee guida dell'OCSE sulla lotta alla corruzione e l'integrità nelle imprese statali (SOE) (OECD 2019); le Linee guida della Camera di commercio internazionale sulla segnalazione di irregolarità (ICC 2022); e la norma ISO 37002:2021 (International Organisation for Standardization 2021).

Gender and Whistleblowing environments

La pubblicazione The integration of gender and intersectionality in whistleblowing environments. Una sintesi di ricerca realizzata dell'Anti-Corruption Helpdesk in risposta ad un quesito della Commissione europea in tema di whistleblowing e genere. L'Anti-Corruption Helpdesk è gestito da Transparency International e finanziato dall'Unione europea.

La risposta fornita dalle esperte dell'Anti-Corruption Helpdesk riassume il dibattito sull'applicazione di approcci di genere ai sistemi di whistleblowing, allo scopo di favorire una maggiore equità e inclusione. Il testo si basa sulla letteratura accademica, sulle lezioni apprese dall'attuazione delle politiche pubbliche e sulle esperienze della società civile. L'obiettivo è quello di identificare pratiche efficaci e condizioni necessarie per sviluppare un ambiente di whistleblowing più inclusivo e trasformativo, in linea con le prospettive di genere e intersezionali.

🔎 Domanda: In che modo le questioni di genere e intersezionali influenzano la segnalazione di irregolarità? Quali sono le sfide, le migliori pratiche e le raccomandazioni per creare ambienti inclusivi che consentano a tutti di esprimersi in modo sicuro?

Che cos'è l'Anti-Corruption Helpdesk?

L'Anti-Corruption Helpdesk è un servizio di informazione che fornisce accesso a ricerche sulla corruzione sulla lotta alla corruzione per la rete di Transparency International Italia e per stakeholder selezionati. Attraverso ricerche documentali che utilizzano fonti disponibili al pubblico, il servizio offre risposte puntuali alle domande degli utenti. Le risposte sono rese sotto forma di sintesi di ricerca, attingendo ad un ampio gruppo di esperti che elaborano analisi sintetiche, approfondimenti su casi di studio e buone pratiche in materia di lotta alla corruzione.

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