Indice di percezione della corruzione CPI 2025. L'Italia deve fare di più per combattere la corruzione

I punteggi degli ultimi due anni rivelano un Paese in difficoltà che deve rafforzare trasparenza, digitalizzazione e controllabilità delle decisioni pubbliche.

PUBBLICAZIONE: 10 febbraio 2026
Ricerca e analisi
Politica
Società civile

 Transparency International pubblica il 10 febbraio 2026 l’edizione 2025 dell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI), il principale indicatore globale della corruzione nel settore pubblico. L'Indice assegna un punteggio e una posizione a 182 Paesi e territori di tutto il mondo in base alla percezione della corruzione nel settore pubblico, utilizzando dati provenienti da 13 fonti esterne. I punteggi riflettono le opinioni di esperti. Secondo il CPI 2025 la corruzione sta peggiorando a livello globale, con un aumento dei fenomeni corruttivi anche nelle democrazie consolidate.  

Nel CPI 2025 il punteggio dell'Italia (53) segna un nuovo calo (-1) rispetto al 2024, e conferma il dietrofront dello scorso anno.

I punteggi degli ultimi due anni rivelano un Paese in difficoltà per l’indebolimento di alcune misure anticorruzione: prima fra tutte la depenalizzazione dell’abuso d'ufficio, il cui inserimento tra i reati della Direttiva europea anticorruzione è stato contrastato da Italia e Germania. Ma non solo, tra le carenze nazionali permane la mancanza di una legge organica sul lobbying: una proposta di legge, incompleta, è stata approvata dalla Camera dei deputati a gennaio e ora passerà all’esame del Senato.

Le dichiarazioni

L’evento di Presentazione Indice di Percezione della Corruzione CPI 2025 promosso da Transparency International Italia si è tenuto martedì 10 febbraio 2026 a Roma e in streaming dalla Galleria del Primaticcio, con il patrocinio della Fondazione IFEL.

Le relatrici e i relatori sono stati coordinati da Michele Calleri e Iole Anna Savini - Presidente e Past Presidente di Transparency International Italia - e da Marcella Vulcano, socia di Transparency International Italia. Sono intervenute/i:
  • Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo
  • Giuseppe Busia, Presidente Autorità Nazionale Anticorruzione
  • Laura Valli, Consigliera Autorità Nazionale Anticorruzione
  • Alessia Melcangi, Professoressa di storia del Medio Oriente dell'Università Sapienza di Roma

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, impossibilitato a partecipare, ha condiviso con la platea un messaggio di saluto. 

La dimensione internazionale ha fatto da sfondo a molte riflessioni: l’indebolimento del multilateralismo e il riassetto delle priorità geopolitiche incidono sugli standard anticorruzione globali. Per invertire il trend serve una leadership credibile, riforme coerenti e un’azione coordinata tra istituzioni, imprese e società civile.

(clicca sul + per le dichiarazioni)
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, impossibilitato a partecipare, ha condiviso con la platea un messaggio di saluto. Tra i temi toccati: la valorizzazione del ruolo della trasparenza e dell'Autorità nazionale anticorruzione e l'impegno del Governo a rafforzare prevenzione, fiducia e competitività.

Leggi il messaggio del Ministro Urso

Giuseppe Busia, Autorità nazionale anticorruzione

Il Presidente ANAC, Giuseppe Busia, ha indicato tre linee operative:

  1. non “prendersela col termometro”: la percezione conta e l’indice va trattato come un segnale da affrontare con serietà
  2. evitare ulteriori passi indietro sui presidi di prevenzione, rafforzando piuttosto trasparenza, digitalizzazione e controllabilità delle decisioni pubbliche: dalla tracciabilità degli appalti alla Piattaforma Unica della Trasparenza
  3. colmare le lacune normative: rendere effettivo l’accesso alle informazioni su titolari effettivi, concludere la disciplina sul lobbying con strumenti moderni, preservare l’indipendenza delle autorità di garanzia e adottare soluzioni che premino integrità ed efficienza.
Leggi il discorso integrale di Giuseppe Busia
Giovanni Melillo, Procuratore Antimafia e Antiterrorismo
Il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, ha toccato i temi:
  • del legame tra corruzione, democrazia e poteri criminali;
  • dell'impatto del declino del multilateralismo e dell'importanza
  • della futura direttiva anticorruzione;
  • del ruolo della corruzione nelle strategie mafiose, nel riciclaggio e nelle frodi fiscali;
  • della necessità di una maggiore cooperazione giudiziaria internazionale combattere la corruzione e la criminalità finanziaria transfrontaliera.
Buone pratiche internazionali per il sistema Paese in tema di trasparenza e anticorruzione
Tavola di discussione sulle buone pratiche internazionali per il sistema Paese in tema di trasparenza e anticorruzione.

La sessione di discussione ha voluto spostare il focus dalla misurazione della corruzione alla capacità di reazione dei sistemi pubblici istituzionali: con quali strumenti, con quali assetti e con quale grado di effettività. In quale modo le buone pratiche internazionali possono essere adattate al contesto italiano, evitando approcci meramente formali e rafforzando invece una cultura della legalità sostanziale, e quindi di integrità, capace di incidere sui processi decisionali, sulle organizzazioni pubbliche e sulla fiducia dei cittadini. Sono intervenute:
  • Laura Valli, Consigliera Autorità Nazionale Anticorruzione
  • Alessia Melcangi, Professoressa di storia del Medio Oriente
    Con la moderazione di Marcella Vulcano, Socia di Transparency International Italia
Leggi il discorso integrale di Laura Valli
Iscriviti alla newsletter
Transparency International Italia
  • P.le Carlo Maciachini 11 - 20159 Milano
  • +39 02 40093560
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • CF 97186250151
© 2020 Transparency International Italia