Relazione Stato di Diritto. Per l’Italia progressi (ancora) limitati
Nella Relazione annuale della Commissione Europea l'Italia resta un'osservata speciale su conflitto di interessi, regolamentazione del lobbying, finanziamento della politica e pluralismo dei media.
In tema di trasparenza e integrità l’Italia deve compiere un salto di qualità: servono una legge sul conflitto di interessi, una regolamentazione efficace del lobbying, norme chiare sul finanziamento privato alla politica e una tutela concreta per giornalisti e whistleblower.
Il capitolo della Relazione sullo Stato di diritto 2026 dedicato all’Italia evidenzia il permanere delle criticità o i progressi limitati/assenti su alcuni degli aspetti oggetto delle raccomandazioni 2025. In particolare su: conflitto di interesse, regolamentazione del lobbying, finanziamento della politica, pluralismo dei media e spazio civico e diritti umani.
Nella Relazione 2026 la Commissione evidenzia anche alcuni progressi significativi:
Nella Relazione 2026 la Commissione rileva che non sono stati compiuti progressi sulla raccomandazione in tema di conflitto di interesse: la proposta di legge è ferma e non è stata mai più discussa in Parlamento. Al momento l'Italia non dispone di una normativa complessiva sul conflitto di interesse per i titolari di cariche pubbliche, compresi i parlamentari, nonostante la legge n.215 del 2004 regoli il tema per i membri di governo.
Sul tema, ad agosto 2025, si è fatto un passo indietro sul "periodi di raffreddamento" (cooling-off): le norme che limitavano il conferimento di incarichi ad ex funzionari pubblici locali sono state abrogate (legge n.122/2025 art.2). La nuova norma consente agli ex funzionari di assumere cariche dirigenziali nelle aziende a controllo pubblico, senza alcun periodo di pausa.
Accanto a queste criticità la Commissione segnala alcune note positive. In particolare:
Nella Relazione 2026 la Commissione nota progressi limitati nell’attuazione della raccomandazione sulla rappresentanza di interessi. Il disegno di legge sulle attività di lobbying - approvato dalla Camera dei deputati e in esame al Senato - esclude le associazioni sindacali e datoriali, non prevede un’impronta legislativa (legislative footprint) e non impone alle società di lobbying di indicare per conto di chi svolgono le attività di rappresentanza di interessi. La Commissione rileva che la mancanza di una regolamentazione generale delle attività di lobbying continua a essere percepita come una delle principali carenze nel sistema di integrità nazionale.
Secondo Transparency International Italia le agende degli incontri, il registro trasparenza e l’obbligo di adesione ad un codice etico, sono elementi imprescindibili per garantire la trasparenza delle relazioni tra decisori pubblici e portatori di interesse e per permettere l’indispensabile monitoraggio da parte della società civile e dei media. Tra gli sviluppi positivi segnalati figura l’istituzione, da parte del Ministero della Difesa, di un registro volontario per la trasparenza, attraverso il quale saranno resi pubblici gli incontri tra i rappresentanti del ministero e i portatori di interessi.
Dal 2021 la coalizione Lobbying4Change chiede che l'Italia si doti di una disciplina sul lobbying per rendere le decisioni pubbliche più trasparenti e inclusive. La legge sul lobbying dovrebbe fare chiarezza sui rapporti tra decisori pubblici e portatori di interesse, senza esclusioni e con efficaci strumenti di verifica e sanzione eventuale per i non adempienti.
Nella Relazione 2026 la Commissione rileva che non sono stati compiuti progressi nell'attuazione della raccomandazione in tema di finanziamento di partiti e campagne tramite donazioni di fondazioni e associazioni. I numerosi disegni di legge sul finanziamento alla politica non sono ancora stati discussi in Parlamento.
È dal 2022 che la Commissione europea invita l’Italia ad affrontare efficacemente e rapidamente la pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e introdurre un registro unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne. Dopo i limitati progressi degli ultimi anni (2023-2025) non sono ci sono stati ulteriori avanzamenti. Secondo la Commissione, la pratica di incanalare donazioni private ai partiti può indebolire la responsabilità pubblica e favorire la pressione dei donatori privati sui programmi politici.
Tra le note positive, l'aumento delle risorse economiche a disposizione della Commissione per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici. Al contempo, il disegno di legge volto a rafforzare l'autonomia della stessa Commissione non è stato discusso in Parlamento.
Nel 2025, in assenza di progressi sul piano legislativo, la coalizione per un Manifesto del Finanziamento Etico, Trasparente e Democratico alla politica italiana, ha proposto a partiti e movimenti politici un Codice di condotta per regolare le attività di finanziamento alla politica su criteri etici condivisi, nonché garantire la trasparenza dell’intero processo di fundraising politico.
Nella Relazione 2026 la Commissione esprime preoccupazione per protezione dei giornalisti e non rileva progressi sulla riforma delle norme sulla diffamazione. Inoltre, a metà 2025, sono aumentati gli episodi di violenza e intimidazione (93) e sono in fase di sviluppo nuove iniziative legislative sulla protezione dei giornalisti, ma le aggressioni fisiche e altre forme di intimidazione continuano a destare preoccupazione.
Tra le note positive il riconoscimento del Centro di coordinamento istituito presso il Ministero dell’Interno - che esegue un monitoraggio dei casi di intimidazione ai danni dei giornalisti - e gli emendamenti che introducono aggravanti specifiche per i reati commessi nei confronti dei giornalisti professionisti. Un'iniziativa accolta in maniera positiva dai portatori di interesse, con l’invito ad estendere l’ambito di applicazione a tutte le persone che lavorano nel settore dei media.
Inoltre, il 7 maggio è scaduto il termine per il recepimento della Direttiva europea anti-SLAPP e a maggio 2026 la coalizione contro le SLAPP "CASE Italia" ha chiesto al Governo tutele efficaci contro le querele intimidatorie che colpiscono giornalisti, attivisti e whistleblower. A giugno 2026 la Commissione ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, insieme ad altri 13 Stati membri, per il mancato recepimento della Direttiva anti-SLAPP.
Nella Relazione 2026 la Commissione osserva le ripercussioni della nuova legislazione italiana in materia di sicurezza sulla restrizione dello spazio civico - da “ristretto” a “ostruito” per il report Civicus 2025 - e sull’esercizio dei diritti fondamentali. I portatori di interessi esprimono preoccupazione in merito agli sviluppi relativi alle restrizioni al diritto di manifestare e alle possibili ripercussioni sullo spazio civico e sull'esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali
Riguardo alla raccomandazione relativa alla creazione di un’istituzione nazionale per i diritti umani, tenendo conto dei principi di Parigi delle Nazioni Unite, la Relazione 2026 rileva progressi limitati. Diversi disegni di legge sono ancora in attesa di approvazione da parte del Parlamento. Tra queste, figura anche una proposta che attribuirebbe tali funzioni al Garante per la protezione dei dati personali, soluzione che ha suscitato perplessità da parte dei portatori di interesse.
Dati i progressi limitati compiuti dall’Italia la Commissione europea raccomanda di:
La relazione sullo Stato di Diritto è una valutazione qualitativa condotta annualmente dalla Commissione Europea che esamina gli sviluppi avvenuti nei 27 Stati Membri dell’Unione rispetto a quattro aree tematiche: il sistema giudiziario, il quadro anticorruzione, il pluralismo dei media e altri aspetti istituzionali che garantiscono l’equilibrio dei poteri all’interno di uno Stato, quali ad esempio l’inclusività del processo legislativo e il ruolo della società civile. Inoltre, la Relazione contiene raccomandazioni specifiche e una valutazione qualitativa dei progressi compiuti da tutti gli Stati membri nell’attuazione delle raccomandazioni degli anni precedenti.
La Relazione fa parte del Meccanismo per lo Stato di diritto ed è uno degli strumenti preventivi dell’UE per promuovere lo Stato di diritto. Il rapporto si basa su ampie consultazioni con gli Stati membri, i portatori di interesse e la società civile, garantendo una prospettiva più ampia possibile. La relazione è al centro del ciclo annuale sullo Stato di diritto, volto a promuovere lo Stato di diritto e a prevenire l'insorgere o l'aggravarsi di problemi.
Dal 2020 diverse nuove iniziative dell'UE hanno innalzato norme comuni in settori direttamente pertinenti allo Stato di diritto: la legge europea per la libertà dei media, che mira ad affrontare una serie di lacune sistemiche individuate nel panorama normativo dei media, e il pacchetto anticorruzione, che comprende proposte di nuova legislazione per combattere la corruzione nell'UE e rafforzare il regime sanzionatorio dell'UE per la corruzione nella dimensione esterna dell'UE.
17 Luglio 2026
15 Luglio 2026
08 Luglio 2026
06 Luglio 2026
23 Giugno 2026
16 Giugno 2026
SECURE è finanziato dalla Direzione Generale degli Affari Interni della Commissione Europea nell’ambito del Fondo Sicurezza Interna. Due autorità pubbliche - l’Agence Française Anticorruption (AFA) e la Direzione Centrale Anticrimine - Servizio Centrale Operativo (DAC-SCO) della Polizia di Stato italiana - partecipano come partner associati.
ID progetto: 101217306
Coordinator: Transparency International e.V. (TI Secretariat)
Partner: Università Cattolica del Sacro Cuore, Transcrime;
TI EU, TI Bulgaria, TI Francia, TI Germania,
TI Irlanda, TI Italia, TI Paesi Bassi,
TI Serbia, TI Slovacchia, TI Ungheria
Associated Partner:
Italia, AFA - Agence Française Anticorruption
Francia, DAC-SCO - Direzione Centrale Anticrimine Servizo Centrale Operativo della Polizia di Stato
Funding: Fondo Sicurezza Interna dell’UE (ISF)