SAFEGUARDING DEMOCRACY

Corruption, state capture, and the rule of law in the EU and beyond

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Safeguarding Democracy | Corruption, State Capture, and the Rule of Law in the EU and Beyond è l’evento che ha concluso il Festival della Diplomazia che si è svolto a Roma dal 26 al 30 ottobre 2026. L’incontro è stato moderato da Chiara Fiorelli - Professoressa a contratto del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Sapienza di Roma - e ha proposto un confronto in tema di protezione dello Stato di diritto e di sfide legate al contrasto della corruzione. Al dibattito ha partecipato una ricca rappresentanza di Transparency International con il suo Segretariato internazionale e alcuni capitoli nazionali – Italia, Ungheria e Francia – portando la prospettiva e le raccomandazioni della più importante organizzazione internazionale nella lotta alla corruzione.

La Direttiva europea e il progetto SECURE 

Flora Cresswell, Regional Advisor di Transparency International, ha illustrato il percorso legislativo che ha portato all'approvazione della Direttiva europea anticorruzione che è ora in fase di recepimento da parte di tutti gli Stati membri. Il testo finale della Direttiva si sforza di armonizzare le normative anticorruzione degli Stati membri ma lascia agli Stati una forte discrezionalità riguardo l'implementazione negli ordinamenti nazionali. In particolare, in tema di prevenzione della corruzione, regolamentazione sul conflitto di interessi, finanziamento alla politica, regolamentazione della rappresentanza di interessi e delle cosiddette porte girevoli (revolving doors).

Le raccomandazioni di Transparency International, rispetto alle principali opportunità che la Direttiva offre agli Stati membri, sono le seguenti:

  • assicurare l’implementazione di una piattaforma o un registro elettronico centralizzato sul finanziamento alla politica;
  • colmare le lacune sull’applicazione delle leggi (enforcement);
  • rafforzare la capacità di collaborazione transnazionale;
  • implementare una regolamentazione solida in tema di rappresentanza e conflitto di interessi;
  • investire nel rafforzamento delle capacità investigative e di contrasto alla corruzione e incentivare gli organi investigativi e i pubblici ministeri a perseguire i casi di corruzione più rilevanti;
  • rafforzare i poteri d e l’indipendenza delle autorità preposte al controllo.

Aiste Galinyte, Head of Research di Transparency International Italia, ha presentato il progetto biennale Strengthening EU Collaboration to Uncover and Resist Emerging Corruption (SECURE), finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal Segretariato di Transparency International con la partecipazione di Transcrime, Transparency International EU e 8 capitoli nazionali del movimento: Transparency International Bulgaria, Transparency International Deutschland e.V., Transparency International Magyarország | TI Hungary, Transparency International Ireland, Transparency International Nederland, Transparency Serbia e Transparency International Slovakia.

Il progetto SECURE prende avvio dall’analisi della relazione sullo Stato di diritto di Bulgaria, Germania, Ungheria, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Serbia, Slovacchia, redatte annualmente dalla Commissione europea e confrontate con gli standard internazionali e le migliori buone pratiche. L'analisi di Transparency International evidenzia che questi Paesi presentano delle lacune in materia di lotta alla corruzione. In particolare, nel periodo 2022-2025, delle 65 raccomandazioni formulate dalla Commissione europea solo 5 hanno dimostrato progressi significativi e 30 non hanno mostrato alcun progresso.

I temi prioritari del progetto SECURE e il quadro italiano

Dalla prima analisi del progetto Strengthening EU Collaboration to Uncover and Resist Emerging Corruption (SECURE) Transparency International ha individuato alcuni temi prioritari per gli otto Stati oggetto dell'analisi.

  • Finanziamento alla politica

In tema di finanziamento si rilevano delle carenze in quasi tutti gli otto Paesi oggetto dell'analisi. In Italia è dal 2022 che la Commissione europea invita ad affrontare efficacemente e rapidamente la pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e introdurre un registro unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne. Dopo i limitati progressi degli ultimi anni (2023-2025) non ci sono stati ulteriori avanzamenti. Nell’ultima relazione della Commissione si evidenzia come la pratica di incanalare donazioni private ai partiti possa indebolire la responsabilità pubblica e favorire la pressione dei donatori privati sui programmi politici. 

  • Rappresentanza di interessi (lobbying)

La disciplina di regolamentazione della rappresentanza di interessi è lacunosa in tutti gli Stati oggetto dell'analisi. Roberto Giambelli, Advocacy Officer di Transparency International Italia, ha rimarcato che in Italia non esiste ancora una legge sul lobbying e il testo attualmente in discussione al Senato è incompleto e insoddisfacente poiché non contiene le modifiche necessarie ad evitare le lacune che rendono la normativa debole: dalla non obbligatorietà del Registro dei portatori di interesse, all’esclusione di attori fondamentali (organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro), fino alla mancanza dell’obbligo di una agenda pubblica degli incontri. Nell’ultima relazione della Commissione si evince come la mancanza di una regolamentazione delle attività di lobbying continui a essere percepita come una delle principali carenze nel sistema di integrità nazionale.

  • Le dichiarazioni patrimoniali e di interessi 

In tema di dichiarazioni si evidenziano persistenti lacune in tutti gli otto Paesi oggetto dell'analisi. Tra questi, solo la Serbia e la Slovacchia hanno introdotto sistemi digitali centralizzati per la raccolta delle dichiarazioni. In Italia per gli eletti è obbligatoria la dichiarazione patrimoniale e degli interessi, nonché la loro pubblicazione, ma non esiste un sistema centralizzato per la loro raccolta. Oltre a ciò, la normativa sul conflitto di interessi e frammentaria e non assicura un immediato riconoscimento delle incompatibilità. La Commissione europea nell’ultima Relazione sullo Stato di diritto osserva che all’Italia manca ancora una disciplina complessiva sul conflitto di interessi per i titolari di cariche pubbliche, compresi i parlamentari. Ulteriori arretramenti in tema di anticorruzione non migliorano il quadro: dall’abrogazione del reato di abuso d’ufficio alla riduzione del perimetro del reato di traffico di Influenze illecite.

Le principali raccomandazioni di Transparency International Italia per l’Italia:

  • riformare le norme sul finanziamento della politica colmando le lacune relative al finanziamento tramite soggetti terzi (associazioni e fondazioni) e istituendo una piattaforma elettronica centralizzata per le donazioni a partiti politici e per le campagne elettorali;
  • adottare una legge organica sui conflitti di interesse, armonizzando le norme esistenti e introducendo obblighi specifici per tutte le categorie di pubblici ufficiali;
  • adottare una legge organica sulla regolamentazione delle attività di lobbying che soddisfi pienamente i principi di trasparenza, prevedendo l'istituzione di un registro dei portatori di interessi (lobbisti) e un'agenda pubblica degli incontri e un’impronta legislativa che garantisca la tracciabilità dell'intero percorso normativo (legislative footprint). 

Appalti pubblici e Stato di diritto in Ungheria e Francia

Judit Zeisler, Head of Public Policy di Transparency International Hungary, ha presentato uno studio effettuato dal capitolo ungherese per rilevare i rischi di corruzione negli appalti pubblici. Le principali raccomandazioni emerse riguardano la necessità di avere:

  • dati aperti sugli appalti pubblici a garanzia della trasparenza, accessibilità e riutilizzo delle informazioni
  • trasparenza sulla titolarità effettiva di ciascun partecipante alle gare pubbliche
  • tutela della società civile attraverso il riconoscimento dei monitor civici
Diane Semerdjian, Responsable plaidoyer Vie publique di Transparency International France, ha messo in luce il divario crescente tra la solidità del quadro giuridico francese in materia di lotta alla corruzione e la sua effettiva attuazione, in un contesto caratterizzato dall'indebolimento delle garanzie dello Stato di diritto e da un calo dell'impegno politico. È emerso che, nonostante le sue ambizioni ridimensionate, la Direttiva europea anticorruzione potrebbe essere una leva per rafforzare i quadri normativi nazionali, in particolare per quanto riguarda le garanzie procedurali e la partecipazione della società civile. Infine, l'analisi di Transparency International France si è concentrata sul finanziamento della politica – un punto cieco nelle riforme europee – e sulla necessità di rafforzare la trasparenza e la vigilanza in vista delle elezioni presidenziali del 2027, facendo riferimento, in particolare, agli standard internazionali.

    Anticorruzione

    La Direttiva europea
    Il 26 marzo 2026 il Parlamento europeo ha approvato la Direttiva europea anticorruzione con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astensioni. Il 21 aprile 2026 il testo è stato approvato anche dal Consiglio dell'Unione Europea. L'11 maggio la Direttiva anticorruzione è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea e il 31 maggio è entrata in vigore (20 giorni dopo la pubblicazione).

    Dall'entrata in vigore, gli Stati membri hanno 24 mesi di tempo per la trasposizione negli ordinamenti nazionali, ad eccezione delle disposizioni relative alle valutazioni dei rischi e alle strategie nazionali, per le quali il termine previsto è di 36 mesi.

    The Rule of Law

    Lo stato di diritto
    La settima Relazione annuale sullo Stato di Diritto è stata pubblicata il 17 luglio e contiene l'analisi della Commissione Europea sui 27 Stati membri su quattro aree tematiche: il sistema gudiziario, il quadro anticorruzione, il pluralismo dei media e altri aspetti istituzionali a garanzia dell’equilibrio dei poteri dello Stato - dal processo legislativo al ruolo della società civile.

    In fase di redazione del report, come ogni anno, abbiamo avuto l’opportunità di offrire alla Commissione il nostro punto di vista sui temi della trasparenza e dell’anticorruzione. 


    Strengthening EU Collaboration to Uncover and Resist Emerging Corruption (SECURE) è un progetto biennale coordinato da Transparency International in consorzio con Transcrime (Università Cattolica del Sacro Cuore - UCSC), Transparency International EU e nove capitoli di Transparency International (Bulgaria, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Serbia, Slovacchia, Ungheria).

    SECURE è finanziato dalla Direzione Generale degli Affari Interni della Commissione Europea nell’ambito del Fondo Sicurezza Interna. Due autorità pubbliche - l’Agence Française Anticorruption (AFA) e la Direzione Centrale Anticrimine - Servizio Centrale Operativo (DAC-SCO) della Polizia di Stato italiana - partecipano come partner associati.  

    ID progetto: 101217306
    Coordinator: Transparency International e.V. (TI Secretariat)
    Partner: Università Cattolica del Sacro Cuore, Transcrime;
    TI EU,
    TI Bulgaria, TI Francia, TI Germania,
    TI Irlanda, TI Italia, TI Paesi Bassi,
    TI Serbia, TI Slovacchia, TI Ungheria
    Associated Partner:
    Italia, AFA - Agence Française Anticorruption
    Francia, DAC-SCO - Direzione Centrale Anticrimine Servizo Centrale Operativo della Polizia di Stato
    Funding: Fondo Sicurezza Interna dell’UE (ISF)
    Le opinioni e i punti di vista espressi sono esclusivamente quelli dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione Europea o della Commissione Europea. Né l’Unione Europea né l’autorità che ha concesso il finanziamento possono essere ritenute responsabili per essi.
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